Conti in ordine, ma serve una manovra
Tagliani e Vaccari: intervento necessario per arginare il taglio di 3 milioni del governo e avere un margine per spese extra
A maggio il Comune dovrà fare una manovra fiscale straordinaria di 4 milioni di euro per mantenere in equilibrio il bilancio e aprirsi un varco nel muro del patto di stabilità sufficientemente ampio per affrontare qualche spesuccia. La manovra dovrà farla nonostante i conti del Comune siano in ordine. Molto in ordine. Sulla carta si potrebbe, se non scialare, almeno togliersi (e dare) qualche soddisfazione. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il bilancio chiude in attivo.
Da 30 a 0,7. Il consuntivo 2014 - o meglio “il risultato di amministrazione” calcolato con le nuove regole contabili - presenta un avanzo di amministrazione di quasi 30 milioni (29,2). Togliendo 15,9 milioni per investimenti già decisi e altri 2,2 milioni da versare allo Stato (che pretende il 10% sui ricavi da vendite di immobili e la restituzione di una quota Imu) si contrae a 12 milioni.
Cifra tutt’altro che trascurabile. Ma nemmeno di questi 12 milioni il Comune è padrone. Le nuove regole impongono di fare accantonamenti sulle entrate previste da multe, Tasi, Tari e Imu perché c’è il rischio “calcolato” che una quota non venga incassata (5,6 milioni); poi ci sono i soldi da mettere da parte per i rischi vari (1,6), quelli per pagare il derivato Dexia nel caso finisse male la causa aperta a Londra (3,3) e ammennicoli vari (0.7). L’accantonamento totale incide per 11,2 milioni e l’avanzo libero si riduce a 774 mila euro. Spendibili? Mica tanto. Anche loro sono soggetti ai vincoli del patto di stabilità.
Niente relax. Nella sala Zanotti di Palazzo Municipale è l’assessore al bilancio Luca Vaccari a illustrare i conti con l’ausilio delle slide e il conforto della dirigente Piera Pellegrini. Dopo le buone annate del 2012 e 2013 - dice Vaccari - «nel 2014 si è ulteriormente consolidata la situazione di avanzo strutturale del bilancio. Nel 2014 l’amministrazione è riuscita a reperire risorse per coprire i tagli del governo, i minori introiti delle multe e il minor contributo dello sponsor Carife». «Contemporaneamente - sottolinea l’assessore - è stato aperto il nuovo asilo di via del Salice, è stata ridotta l’addizionale Irpef e azzerata la Tasi per le attività produttive».
Con meno soldi, grazie ai tagli di spesa, è stata realizzata la quadratura del conti. Un amministratore potrebbe quasi concedersi del relax e i cittadini non dovrebbero attendersi tasse extra. Non funziona così.
Il carrello. Qualche minuto dopo arriva Tiziano Tagliani, seguito da un carrello pieno di cartelle e di fascicoli che gli viene sistemato a fianco. Il sindaco indica il carrello: «Vedete, qui ci sono le richieste che non riusciremo a soddisfare, gli interventi che i cittadini e le imprese ci chiedono: una ciclabile, la demolizione del vecchio Aquilone, la manutenzione delle strade e del verde, i lavori nelle scuole...Attese che i cittadini non vedranno realizzate, non a causa di carenze dell’amministrazione comunale, ma perché quegli 11 milioni dell’avanzo non possiamo investirli, li dobbiamo accantonare, non possiamo fare della “spesa buona” per far girare l’economia locale».
La speranza. La consolazione, l’unica, è che forse il prossimo anno la musica un po’ cambierà. L’accantonamento presumibilmente sarà inferiore agli attuali 11 milioni - è il primo anno che grava di più - e poi dovrebbe arrivare la Local Tax (o Global Tax) annunciata dal governo Renzi, che dovrebbe funzionare più o meno così: lo Stato si prenderà il gettito dell’addizionale comunale Irpef, i Comuni gestiranno in reale autonomia con una tassa unica immobili e rifiuti.
La stangata. Ma intanto bisogna scollinare il 2015. Il bilancio preventivo 2015 approvato a dicembre dal consiglio comunale è in pareggio. Era in pareggio. Renzi ha promesso a Fassino (presidente dell’Anci) che il governo non farà tagli aggiuntivi. «Sì, ma restano tutti i tagli previsti dalla Finanziaria - precisa Tagliani - che dai calcoli che abbiamo fatto sfioreranno per Ferrara i 3 milioni di euro» e che serviranno in buona parte a finanziare il bonus fiscale di 80 euro mensili per i lavoratori con redditi bassi.
«A maggio - avverte Tagliani - dovremo fare una manovra fiscale temporanea. Sarà nell’ordine dei 4 milioni, tre per coprire i tagli del governo, il resto per finanziare alcune spese», tra cui alcuni interventi indispensabili nelle scuole, il contributo per ripianare il disavanzo dell’Asp e probabilmente il finanziamento per l’apertura dei centri educativi estivi chiesta a gran voce dai genitori. Se la manovra si fermasse sotto i 3,2 milioni i vincoli del patto di stabilità impedirebbero spese aggiuntive.
La fortuna è cieca. Tagliani e Vaccari non svelano dove e come andranno a prendere i 4 milioni. La scelta è tra Imu-Tasi e addizionale Irpef. A sindaco e assessore servirebbe la sfera di cristallo per sapere cosa conviene fare poichè in vista della Local Tax 2016 spostare il prelievo di qua o di là potrebbe avere conseguenze più o meno spiacevoli sui bilanci futuri. «Abbiamo sondato Palazzo Chigi per avere un’idea, ma non abbiamo avuto elementi». È ancora presto. La manovra però va fatta in queste settimane. Un po’ alla cieca, confidando nella Dea bendata.