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dopo tante segnalazioni

Edificio-vergogna coperto dal vicino

Edificio-vergogna coperto dal vicino

Il dissesto dell’immobiliare Capital di Giulio Navarra aveva trasformato da anni in terra di nessuno uno degli edifici che “presentano” Ferrara ai visitatori che arrivano da ovest. All’imbocco di via...

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Il dissesto dell’immobiliare Capital di Giulio Navarra aveva trasformato da anni in terra di nessuno uno degli edifici che “presentano” Ferrara ai visitatori che arrivano da ovest. All’imbocco di via Modena, subito dopo il sottopasso ferroviario, campeggiava quello scheletro di colore giallo sporco, completamente degradato, con l’intero piano terra a vista dietro il colonnato e invaso da macerie di ogni genere. Una vergogna, insomma, che le denunce della stampa e le insistite segnalazioni di molti cittadini, sui social network e ai vigili, non erano servite a cancellare. Tutto sembrava imprigionato nelle regole rigide delle procedure giudiziarie, che impediscono le spese non funzionali al recupero dei crediti.

Per questo motivo è stata una sorpresa l’apparizione, nei giorni scorsi, di una fila di fioriere sul fronte dell’edificio e poi una rete di copertura delle brutture del piano terra. È successo un fatto quasi inedito per Ferrara, cioè l’investimento da parte di un privato in una proprietà non sua, per motivo di pubblico decoro. Si tratta di Roberto Ragazzoni, titolare del negozio New Levi arredamenti, che sta proprio di fianco all’edificio abbandonato: «Ero stanco di vedere uno spettacolo degno di Beirut, più che di Ferrara, e così anche i miei clienti - racconta Ragazzoni - Ho quindi ottenuto dal curatore Bignozzi il via libera a intervenire, a mie spese e sotto la mia responsabilità, per migliorare almeno l’aspetto estetico». Il micro-cantiere, che alla fine comporterà un impegno di circa 10mila euro, ripartirà a giorni dopo uno stop dovuto ad un controllo (con sanzione) da parte dell’Asl, e dovrebbe completarsi nel giro di una ventina di giorni. Il privato si è così fatto carico di coprire il degrado scavato da anni di abbandono, per il recupero, è chiaro, si dovranno battere altre strade, che si preannunciano impervie.

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