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«Il batterio della legionella trovato negli impianti»

Dirigenti del Sant’Anna a giudizio per la morte di una paziente nel 2011 I manutentori: avvisammo l’azienda dopo aver riscontrato la contaminazione

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L’appalto affidato alla ditta incaricata della manutenzione degli impianti idrici del vecchio ospedale di corso Giovecca non prevedeva la valutazione del rischio legionellosi.

Lo hanno riferito, confermando quanto già sostenuto da un consulente della procura, due tecnici della società Siram e della ditta subappaltatrice Olicar, chiamati ieri a testimoniare al processo per la morte di una signora di 71 anni, deceduta nell’ottobre 2011 per tromboembolia polmonare in broncopolmonite massiva al S.Anna. A risponderne sono due dirigenti dell’azienda ospedaliera, Ermes Carlini e Paola Antonioli: seconda la tesi accusatoria infatti a innescare la broncopolmonite fu il batterio della legionella contratto dalla paziente durante il ricovero in Nefrologia, contagio che avvenne perché, sempre secondo la procura, non erano stati predisposti i necessari piani di bonifica. La presenza della legionella, hanno dichiarato ieri l’ingegner Franco Morini di Siram e il coordinatore dei manutentori di Olicar, Ermes Fabbri, era stata riscontrata nel corso dell’attività di manutenzione delle vasche di evaporazione e della macchine ventilatrici, dunque non nei reparti ma in un’area extrasanitaria. Il controllo sul batterio della legionella non era previsto dal capitolato di appalto, ma venne eseguito sulla base della legge 626 , a tutela dei dipendenti della ditta che potevano venire a contatto con il batterio. Gli esami riscontrarono effettivamente una presenza di legionella negli impianti in quantità tale da determinare un rischio, e di questo venne informato l’Ufficio tecnico dell’azienda Sant’Anna per un’eventuale bonifica delle zone sanitarie. Le ditte, hanno continuato i testimoni, non ricevettero comunque incarico a occuparsene. Da parte loro le difese, e gli imputati durante il loro esame, hanno ribadito che i protocolli relativi alle verifiche sulla salubrità degli impianti erano sempre stati rispettati secondo le linee guida del Watersafetyplan del 2008. Quelle di ieri sono state le testimonianze conclusive del dibattimento. Il 17 giugno si passerà alla discussione con le richieste delle parti e la sentenza.

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