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Minibus in centro? Sì, ma è dura

Ruzziconi (Ami): il problema sono gli orari di punta, non possiamo lasciare gente a piedi alle fermate

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«Il problema delle oscillazioni e vibrazioni di palazzi e monumenti storici provocate dal passaggio dei grossi bus in centro è reale ed è allo studio un piano per cercare di risolverlo, anche se la cosa non è semplicissima». Giuseppe Ruzziconi, amministratore unico di Ami Ferrara, l’agenzia della mobilità, entra nel vivo di un dibattito lanciato in settimana sulla Nuova Ferrara dall’assessore Modonesi che parlava dell’esigenza di far passare in centro i minibus per creare meno inconvenienti sia ai palazzi che alla nuova pavimentazione.

Si parte però dal presupposto imprescindibile, secondo l'Ami, del passaggio degli autobus in centro.

«Durante il periodo del terremoto - spiega Ruzziconi - abbiamo constatato che il forzato blocco del traffico dei bus in centro aveva portato ad un calo consistente dei passeggeri che ha toccato anche il -25%, divario che è stato colmato solo adesso. I bus in centro storico devono quindi passare».

Un'affermazione sicuramente condivisa dalle associazioni dei commercianti che in più occasioni hanno ribadito che togliere i mezzi pubblici in centro sarebbe come levare il sangue dalle vene del commercio. Come risolvere allora il problema? Ruzziconi parte dallo stato attuale delle cose.

«Attualmente la linea 11 che attraversa Porta Reno e Corso Martiri ha in dotazione quattro autobus grandi da 12 metri e quattro mezzi più piccoli di 8 metri. L'idea di far passare in centro solo i minibus è fattibile, ma c'è il problema delle ore di punta quando questi mezzi più piccoli non sono in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini che usano i mezzi pubblici, con il rischio di lasciare a piedi alle fermate non poche persone. Occorrono punti di scambio e la situazione non è semplice. La stanno studiando i nostri tecnici e quelli di Tper. Prossimamente si potrà proporre una soluzione che soddisfi sia le esigenze dell’utenza che quella della legittima salvaguardia del patrimonio edilizio e monumentale del centro».

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