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Sciolte le partecipate Matilde ed ente fiera Il ricordo di Ghedini

BONDENO. Il consiglio comunale si è aperto con un minuto di silenzio in memoria dell'ex vicesindaco, Alfio Ghedini, scomparso nei giorni scorsi. Poi,si entra nel vivo dei 19 punti in discussione. Il...

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BONDENO. Il consiglio comunale si è aperto con un minuto di silenzio in memoria dell'ex vicesindaco, Alfio Ghedini, scomparso nei giorni scorsi. Poi,si entra nel vivo dei 19 punti in discussione. Il primo del quale lo illustra l'ingegner Ceccotto (Cmv), con l'assessore all'ambiente Marco Vincenzi che spiega come «questo è il primo passo per la configurazione di un unico soggetto a livello provinciale, nella gestione dei rifiuti. Con una tariffa omogeneizzata. Il primo passaggio di un percorso che entro qualche anno arriverà a questo risultato, creando economie di scala». Approvate anche due convenzioni con altri comuni dell'Alto Ferrarese: una sulle procedure d'appalto per i progetti di integrazione degli alunni con diversabilità. Nella ricognizione delle partecipate, il consiglio prende atto dello scioglimento di vari enti, come la Matilde di Canossa Spa (che fa rientrare 3mila euro nelle casse comunali) e quella dell'ente Fiera, con il rientro di 13mila euro. «Il resto delle partecipazioni hanno un'entità esigua» si apprende. Ad eccezione di Hera, di cui Bondeno possiede circa 623mila (con un utile di entrata di 50mila euro all'anno). Il Comune continuerà, in quest'ultimo caso, ad aderire al patto di sindacato di Hera. Passaggio obbligato anche per le ultime pratiche propedeutiche alla realizzazione del nuovo centro polifunzionale. Per l'adozione del piano comunale per le attività estrattive, Fabrizio Magnani (ufficio tecnico) spiega le esigenze della cava estrattiva, che chiede di procedere alla seconda parte del piano, visto che «non si trova più materiale da scavare, fermi restando budget e profondità». Avanti anche con i progetti sociali "Cerevisia" e "Freetime". Sul riutilizzo dell'ex scuola di Scortichino come centro diurno per anziani, Annalisa Camerani medico di base ed esponente del Partito Democratico, solleva dubbi su sostenibilità e fattibilità (occorrerebbero figure come un animatore, un riabilitatore), oltre a «non essere un progetto gradito alle famiglie», al contrario della "casa famiglia" che proponeva lo stesso Partito Democratico. (mi.pe.)

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