La tangente anche da un agriturismo
Dopo 4 mesi di cella scarcerato funzionario Agenzia entrate, dagli atti d’accusa emerge un quinto episodio di concussione
FERRARA
Quattro mesi in carcere con l’accusa di concussione per 5 episodi (uno di questi solo tentato). Dopo 4 mesi di detenzione, Leopoldo Lunadei, funzionario dell’Agenzia delle entrate, è tornato a casa, ma agli arresti domiciliari: non potrà avere contatti con nessuno e soprattutto dovrà avere il braccialetto elettronico, strumento che localizza eventuali spostamenti fuori casa. Lo ha deciso nei giorni scorsi il giudice Piera Tassoni mentre il pm Filippo di Benedetto aveva dato parere contrario ai domiciliari, ribadendo che il comportamento processuale di Lunadei (nonostante 5 episodi conclamati e confermati dal complice, Maurizio Palma, sostiene ancora la sua assoluta estraneità alle concussioni) meritava ancora il carcere. L’unica certezza, al momento, è che non vi possa essere inquinamento di prove da parte di Lunadei, visto che - è bene ricordare - la stessa procura da un mese ha chiuso l’indagine e notificato l’atto d’accusa contro i due accusati: le imputazioni sono di concussione in concorso per aver chiesto tangenti ai commercianti sotto verifica fiscale da parte della Agenzia delle entrate.
E proprio dall’atto d’accusa, trapela una circostanza che finora non era conosciuta: un quinto episodio di concussione, ritenuto tale dall’accusa, realizzato ai danni di un agriturismo della prima campagna di Ferrara. Un episodio che viene contestato come essere il primo, nel tempo, realizzato da Lunadei e Palma nel luglio scorso. Palma e Lunadei, ricordiamo, furono arrestati in flagrante nel dicembre scorso, con la mazzetta in tasca poco dopo aver ricevuto i soldi dal titolare di un bar pasticceria del centro cittadino che finse di voler pagare e avvisò la guardia di finanza: scattò l’arresto, dopo lo scambio dei soldi, di Maurizio Palma con la mazzetta in tasca, e sotto il Duomo, e poco dopo Lunadei a casa sua. Questo fu il primo episodio scoperto, poi le indagini di procura e finanza portarono a far emergere gli altri casi. Che in realtà sono stati confessati (e verificati dalla finanza) da Palma, uno dopo l’altro, che ha scelto di collaborare con gli inquirenti fornendo le indicazioni sugli episodi in cui vi erano stati passaggi di denaro tra loro (lui e Lunadei) e i commercianti ricattati.
Ora le difese preparano le strategie per contrastare le accuse: da una parte gli avvocati Marzola e Bova che assistono Palma, dall’altra i legali Bramante e Bolognesi che dovranno convincere il prossimo giudice sulla assoluta estraneità ai fatti contestati da parte di Lunadei. «Il mio assistito si dichiara assolutamente estraneo alle accuse - ribadiva ieri l’avvocato Bramante - e anche per l’ episodio dell’agriturismo avremo argomentazioni per replicare alle accuse mosse: i realtà si trattava di una sorta di consulenza per un conoscente e nulla più, nulla di illecito, così anche per tutti gli altri episodi».
Daniele Predieri
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