«Restagna, risarciti i proprietari»
Epilogo in tribunale per i cedimenti nel condominio di Cantalupo. Il legale delle famiglie evacute: accolte le nostre ragioni
CANTALUPO. «Condannata la ditta a risarcire i proprietari». È l’epilogo della vicenda giudiziaria relativa al cedimento del condominio Restagna, a Cantalupo di Bondeno, iniziata nel 2011, che si è conclusa nei giorni scorsi in tribunale a Ferrara. Il giudizio, avviato da un proprietario contro il condominio e la società Pirfin, che ha curato la costruzione e la successiva vendita del complesso immobiliare, ha visto la chiamata in causa di una molteplicità di parti, tutte a vario titolo interessate dai fatti che hanno portato al “dissesto” dell'edificio situato nelle campagne tra Santa Bianca e Casumaro. «Al termine del giudizio - spiega il legale dei condomini, l’avvocato Gianluca Rosato - è emersa la responsabilità della Pirfin nella causa del dissesto strutturale», e dunque le domande presentate dai condomini assistiti dall'avvocato «sono state accolte dal Tribunale di Ferrara che, nel pronunciare la risoluzione dei contratti di compravendita ha condannato la società a restituire le somme a suo tempo incassate a titolo di prezzo, oltre agli interessi legali su di esse maturati dall'inizio della causa». I fatti del condominio Restagna risalgono all'estate del 2011, quando constatate le condizioni in cui l'intero fabbricato versava (oltre ai problemi statici erano state rinvenute elevate concentrazioni di materiali inquinanti), il Comune di Bondeno, emanò ordinanza di sgombero nei confronti dei suoi occupanti. A seguito di quel provvedimento le famiglie Bergamini, Ghisellini, Bonfatti, Guaraldi e Polacchini, assistite dall'avvocato Gianluca Rosato, furono costrette ad abbandonare le loro abitazioni ed a reperire immediatamente nuove sistemazioni abitative che tenessero conto delle particolari esigenze anche dei 5 bambini facenti parte dei nuclei familiari coinvolti. La perizia disposta dal Tribunale per accertare cause e responsabilità di quella situazione, «a seguito degli accadimenti (tra cui si segnalano la dichiarazione di fallimento della ditta che aveva fornito il calcestruzzo per la realizzazione delle fondazioni e le scosse sismiche del maggio 2012), hanno fatto si che i tempi originariamente preventivati, si dilatassero notevolmente, al punto che essa è stata depositata solo nel giugno 2014». L'esame della relazione dei periti ha tuttavia consentito di appurare «che la quantità e il tipo di difetti che affliggono l'edificio sono gravissimi,- spiega l'avvocato Gianluca Rosato - dovendo con ogni probabilità essere ascritti alle palesi carenze riscontrate in campo progettuale e realizzativo. Il consulente tecnico nominato dal Tribunale ha dichiarato infatti di non essere riuscito a trovare, tra tutta la documentazione esaminata, nessuna traccia del progetto esecutivo del fabbricato e dei calcoli relativi alle sue strutture, appurando però che l'immobile è stato realizzato con tecniche costruttive ben diverse rispetto a quelle dichiarate al Comune di Bondeno nel momento in cui è stata presentata la domanda per ottenere il rilascio della concessione edilizia». A questo si aggiunge il fatto, continua il legale, «che, prima di costruire, non è stata svolta alcuna indagine geologica per verificare se il terreno fosse in grado di sopportare quel tipo di struttura». Dopo la risoluzione dei contratti di compravendita riconosciuta ai proprietari delle abitazioni del condominio, resta aperto il problema dell’inquinamento del sito in cui sorge il condominio, di cui si sono interessate Provincia di Ferrara el Comune di Bondeno.
Maria Teresa Cafiero
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
