Tra medici e Sant’Anna ecco la divisione della spesa
Ferrara, ecco come viene determinata la spesa per un’operazione effettuata attraverso la libera professione nel più importante ospedale pubblico della provincia
FERRARA. Come viene determinata la spesa per un’operazione effettuata attraverso la libera professione? E come viene ripartita la cifra? A queste domande risponde Savino Iacoviello, da un mese nuovo direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera San’Anna.
«La tariffa - dice Iacoviello - è determinata per ogni tipo di intervento con un tetto massimo in funzione dei paramatri medico sanitari. La cifra comprende il compenso del professionista, quella dell’eventuale secondo chirurgo, inoltre c’è anestesista e a seconda dell’intervento anche un aiuto anestesista, oltre al comparto sanitario tra cui infermieri, ferristi e altro. C’è poi da considerare i costi medi a forfait da dare al Sant’Anna per l’utilizzo della sala operatoria con la cifra di 90 euro all’ora. Poi ci sono i costi alberghieri per una degenza media a seconda del tipo di intervento da quello più semplice a quello più complesso. Il tariffario prevede 220 euro di degenza media, oltre ad una spesa di 110 euro per ogni giornata in più rispetto alla gestione media stabilita. Per quanto riguarda invece il day surgery, quel tipo di operazione per cui non è previsto il ricovero notturno ma vi sono le dimissioni dopo poche ore, si calcolano i tempi medi di intervento».
«È bene ricordare - precisa il direttore amministrativo, che tutti gli iscritti al servizio sanitario nazionale, possono beneficiare di un rimborso della spesa qualora scegliessero di farsi operare con il sistema della libera professione, pari al 50% della tariffa. Per esempio, se parliamo di appendiceptomia il costo dell’intervento al Sant’Anna - tetto massimo - è fissato in 6.903 euro, che viene dimezzato con il contributo del servizio sanitario. La cifra dell’intervento per libera professione ovviamente non va tutta in tasca ai professionisti. L’azienda ospedaliera infatti ottiene il rimborso dovuto per il prestito della struttura. In pratica l’ospedale non ci guadagna e non ci rimette con la libera professione. Bisogna tenere presente che un 5% della cifra va anche devoluto ad un fondo per la formazione prevista dalla legge Balduzzi del 2013».
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