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C’è il ‘mago’ della Melinda a lanciare la pera ferrarese

C’è il ‘mago’ della Melinda a lanciare la pera ferrarese

I produttori hanno ingaggiato il manager Granata per vendere meglio l’Abate Bergami (Confagricoltura): subito la nuova società di commercializzazione

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Ferrara si affida al “mago” della Melinda per trasformare in star anche il suo prodotto principe, che non è la plastica e nemmeno il turismo, ma la pera. «Non è un’esagerazione affermare che la nostra provincia è la capitale mondiale della pera - spiega Albano Bergami (Confagricoltura) - Qui ci sono 10mila ettari dedicati sui 34mila italiani, con l’Italia al primo posto europeo e al terzo nel mondo dopo Cina (che fa un prodotto completamente diverso) e a brevissima distanza dagli Usa. Il problema, fino ad oggi, è stato che almeno la metà della commercializzazione è frammentata tra un centinaio di operatori, e quindi non si riesce a fare massa critica. Siamo quindi intervenuti con un progetto che riguarda questo specifico aspetto». L’annuncio è arrivato l’altro giorno, al convegno dell’Ucid sul futuro dell’economia ferrarese, e Bergami è ora in grado di entrare nel dettaglio: «Tre tra i maggiori produttori di pera, tra i quali Patfrut, hanno messo sotto contratto Luca Granata, ex referente di Melinda, la mela trentina che grazie anche al suo lavoro si è imposta a tutti i livelli. Con lui è stato avviato un progetto di aggregazione commerciale che parte da un nucleo definito ma è aperto, come caratteristica fondamentale, a tutte le realtà commerciali e produttive del territorio».

In queste settimane i rappresentanti ferraresi del progetto, assieme a Granata, hanno contattato direttamente centinaia di piccoli produttori, che non fanno parte di cooperative e organizzazioni, e di volta in volta si rivolgono a diversi soggetti per la vendita. È a loro, in particolare, che si rivolge il progetto pera Abate, «a loro, che rappresentano circa il 50% del mercato, chiediamo di aderire alla nuova società che nascerà entro fine mese - sottolinea l’esponente di Confagricoltura Ferrara - Le possibilità sono molteplici, dalle adesioni singole a quelle di realtà intermedie, reti d’impresa. Le strutture esistono già e sono di elevata qualità, vogliamo stringere i tempi. Sarebbe infatti fondamentale garantire il nuovo servizio entro la campagna 2015-16».

Il peso economico della coltura del pero è dato anche dal rapporto occupazionale: per ogni ettaro di pereto, infatti, bisogna calcolare l’impiego di un addetto, quindi si possono calcolare circa 10mila addetti attualmente impegnati a livello provinciale. Molto però dipende dalla capacità di spuntare un prezzo adeguato, cioè da commercializzazione e marchio, e da questo punto di vista la professionalità di Granata potrà essere decisiva: il “cambio di casacca” del manager sta già facendo rumore nel mondo agricolo, nel giro di qualche mese si attendono i risultati. «Un marchio tipo Melinda? Ne riparliamo dopo questo primo step» conclude Bergami. (s.c.)

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