La Nuova Ferrara

Ferrara

«Recuperare le radici del territorio»

Omaggio al cinema d’autore e al Parco del Delta ieri alla Manifattura: il nostro ultimo gioiello

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. È stato un grande omaggio al cinema d’autore del Novecento quello celebrato ieri sera nella Manifattura dei Marinati, con l’inaugurazione del nuovo Centro di documentazione cinematografica del Delta del Po, definito da Massimo Medri, presidente dell’ente di gestione per i parchi e le biodiversità - Delta del Po «l’ultimo gioiello del Parco, grazie alla copiosissima produzione di pellicole cinematografiche e documentaristiche realizzate nel secolo scorso». Costato 300mila euro, ottenuti attraverso diversi canali di finanziamento il centro «rappresenta una sfida per riuscire a parlare al mondo della cinematografia – ha aggiunto Lorenzo Marchesini, presidente di Delta 2000 - per fare qui nuova produzione cinematografica, inizio di un percorso nuovo e invidiabile di messa a sistema tra enti in piena sinergia». Prima del taglio del nastro davanti ad una delle sale espositive, il sindaco Marco Fabbri, ha ringraziato quanti hanno reso possibile «questo importante traguardo, che permette di dare dignità ad un comparto, il Parco del Delta, che rappresenta il cuore e l’anima di Comacchio». Riagganciandosi all’impegno assunto dall’assessore regionale Andrea Corsini, durante la proclamazione di Comacchio a città del birdwatching, il sindaco ha auspicato che, come avvenuto a Matera ed in Puglia, «il nuovo centro possa catalizzare le attenzioni di produttori e registi per una rifioritura della cinematografia sul territorio, con un lancio della sua immagine turistica, grazie ai set cinematografici». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Bortonre, direttore generale del settore ambiente e difesa suolo e costa della Regione, in rappresentanza dell’assessore Paola Gazzolo. «Recuperare le radici del territorio, con un centro di cinematografia, significa restituirgli un cuore». A Stefania Marconi dell’associazione “Articolture” di Bologna è toccata l’illustrazione del progetto, che «persegue un doppio indirizzo di finalità, l’una archivistica – ha sottolineato Marconi – e di ricerca e l’altra di promozione della pratica del cineturismo, attualmente in voga, non di massa, non mordi e fuggi, ma esperienziale, che va in esplorazione dei luoghi messi in scena dai set cinematografici». Prima della proiezione de “La donna del fiume” con la statuaria Sofia Loren agli esordi, lo spazio di una visita alle sale e alla mediateca per un tuffo tra le immagini in bianco e nero delle pellicole di mostri sacri del cinema del Novecento, da Luchino Visconti, a Michelangelo Antonioni, da Aglauco Casadio a Florestano Vancini, passando per Roberto Rossellini e Giuliano Montaldo. Disponibile nel nuovo centro un tavolo interattivo per ottenere informazioni e tracciare mappatura delle tante locations. Presente anche l’assessore della Provincia di Ravenna Mara Roncuzzi. (k.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google