Ricordare la Liberazione tra musica, danza e letture
ARGENTA. Come ieri di 70 anni fa, gli Alleati entrarono e liberarono Argenta, una città distrutta da un inutile bombardamento. La ricorrenza ha avuto quattro momenti con significati anche culturale...
ARGENTA. Come ieri di 70 anni fa, gli Alleati entrarono e liberarono Argenta, una città distrutta da un inutile bombardamento. La ricorrenza ha avuto quattro momenti con significati anche culturale uno diverso dall’altro.
L’ufficialità ha trovato spazio ieri mattina in consiglio comunale con il sindaco Antonio Fiorentini il quale, oltre ad un minuto di raccoglimento, ha puntualizzato che Argenta è stata inutilmente distrutta ma non è stata piegata e che da lì è iniziata la democrazia «e per questo bisogna essere riconoscenti a tutti coloro che vi hanno perso la vita».
Di qui la lettura del messaggio inviato dal presidente dell’Anpi di Argenta. Un secondo momento si è avuto quando lo stesso primo cittadino, abbandonata l’assise consiliare, ha accolto al cimitero dell’Argenta Gap, una delegazione dell’ambasciata Inglese per una cerimonia ufficiale. L’iniziativa rientrava nel programma del convegno “Una guerra lunga 30 anni, 1915-1945, storie di uomini e donne” che si è svolto ieri mattina al centro Mercato di Argenta. Un appuntamento organizzato da Lions Club Argenta Terre, Lions Club Portomaggiore-San Giorgio e Leo Club Argenta in collaborazione con l’istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e l’istituto d’istruzione secondaria “Aleotti - don Minzoni” di Argenta Portomaggiore. Infine, venerdì sera al teatro dei Fluttuanti, in occasione dell’annuale “Gran Galà della danza” della scuola di Stefania Masotti, si è assistito ad uno spettacolo ben congegnato nel quale si sono intrecciate le letture delle testimonianze di coloro che hanno vissuto la guerra e il passaggio degli alleati con varie forme di balletto classico. Movimenti di danza portati sul palco dalle allieve con costumi che ben hanno reso la ricorrenza e i disastri che possono combinare le guerre. Un mix che, soprattutto per i più piccoli, ha riservato la presenza sul palco dei burattini di Jacopo Orsolini con una storia incentrata sempre su chi è andato in guerra. Un 18 aprile 1945 che meglio di così non poteva essere ricordato.
Giorgio Carnaroli
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