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‘Tassa sulla birra’ in aiuto dei Buskers

Stefano Ciervo
‘Tassa sulla birra’ in aiuto dei Buskers

Vietate le distese aggiuntive ad eccezione degli stand assegnati a pagamento. L’assessore: così contribuisce chi guadagna

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FERRARA. Giro di vite del Comune sulle distese di bar e pub durante in Buskers Festival. Dalla prossima edizione, infatti, non sarà più possibile allestire su suolo pubblico tavolini aggiuntivi, rispetto a quelli fissi, e per servire birre o panini “volanti” al popolo del festival sarà necessario aderire al bando per le 11 postazioni individuate dal Comune, e pagare il rispettivo canone.

Si tratta di una decisione molto dolorosa per parecchi esercenti ferraresi, visto che il giro d’affari aggiuntivo di quei dieci giorni vale una bella fetta dell’incasso stagionale, ma «inevitabile per sostenere il festival - spiega Roberto Serra, assessore al Commercio - L’intero incasso del bando, infatti, sarà destinato a questo scopo, visto che l’intendimento dell’amministrazione è di ridurre progressivamente e infine azzerare il contributo pubblico. Il festival dovrà insomma reggersi con le proprie risorse, e il contributo dei privati fino ad oggi è stato molto ridotto: così chiediamo questo sforzo a chi incassa molto in quel periodo, proprio grazie al festival».

L’incasso atteso dal bando, che mette a disposizione dieci aree in pieno centro con undici postazioni da allestire, non è ingente: 55mila euro come base di partenza, a salire se nelle buste chiuse saranno indicati importi superiori al minimo. L’amministrazione li considera, evidentemente, un segnale fondamentale rispetto alla manciata di euro che era sufficiente fino all’anno scorso per assicurarsi un permesso temporaneo di occupazione del suolo pubblico e allestire in autonomia i nuovi tavolini.

«È un’operazione di trasparenza ed anche di equità nei confronti di chi allestisce le distese solo per pochi giorni: è vero - riconosce Serra - che chi ha distese fisse ha più interesse ad ampliare quelle, piuttosto che allestire in postazioni lontane dal proprio esercizio, ma stiamo parlando di pochi tavolini. Chi è davvero interessato a sfruttare il festival, è giusto che partecipi al bando». L’unica eccezione è rappresentata dalle spinatrici aggiuntive di birra in gazebo già autorizzati.

La decisione del Comune sta suscitando reazioni negative tra gli esercenti di piazza (vedi articolo a fianco), anche se negli anni scorsi c’è stato chi si lamentava dei troppi gazebo “mordi e fuggi” durante i Buskers. Va tra l’altro chiarito in che maniera è stata supportata: nella lettera dell’amministrazione c’è scritto che i divieti di gazebo extra sono deliberati «nel suddetto provvedimento», con riferimento al bando per l’assegnazione degli spazi, ma scorrendo il testo non se ne trova traccia.

Materia per contenziosi legali, in caso qualche esercente arrabbiato voglia arrivare a tanto. Nel frattempo c’è da decidere se aderire o meno al bando, che scade il 13 maggio ed ha una valenza triennale. Il canone minimo oscilla tra i 2.500 euro di via Cairoli fino ai 12.000 dei due gazebo del Giardino delle Duchesse, con distesa di 15 tavoli e 30 panche.

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