Birra&Buskers, la delibera non è chiara
L’assessore Serra replica ad Ascom e Confesercenti: «Eravate informati. Il bando serve per finanziare il Festival»
FERRARA - La crisi, che riduce i ricavi dei commercianti e incide sulle casse del Comune, si fa sentire sempre più. La questione B&B (Birra e Buskers) con il suo strascico di polemiche ne è la cartina di tornasole. Gli esercenti dei bar che, con una lettera del Comune, si sono visti negare la possibilità di sistemare fuori dal locale un banchetto e due sedie per vendere la birra durante il festival dei musicisti di strada, ora sono increduli, arrabbiati, ma non rassegnati. Quei 7-10 giorni di fine agosto per molti di loro sono una benedizione.
Anche in Comune hanno i nervi a fior di pelle. Non ci sono più soldi per finanziare e sostenere le grandi manifestazioni. Dal mondo privato non arrivano reali contributi e allora - come spiega l’assessore al commercio Roberto Serra - non resta che trovare nuove formule per cercare di salvare eventi come il Buskers Festival senza gravare troppo sui conti pubblici.
Serra, a proposito dello stupore manifestato da Ascom e Confesercenti per il bando di gara relativo all'assegnazione di undici aree per vendere bevande e alimenti, si dice a sua volta stupito: «Il Comune ha convocato le associazioni di categoria prima della pubblicazione del bando per condividere i principi che fondavano i contenuti della gara».
«L'interesse pubblico - specifica Serra - ci porta ad auspicare che le manifestazioni in città rimangano e si consolidino. Lo stesso interesse pubblico ci indirizza a sostenere le manifestazioni riducendo, e via via possibilmente azzerando, il sostegno tramite erogazione di risorse pubbliche».
Serra le canta chiare: «L'organizzazione Ferrara Buskers Festival da sempre cerca piccoli contributi dai Privati, avendo tuttavia scarsa soddisfazione». E ancora: «Purtroppo Ferrara non brilla per la ricchezza di sponsorizzazioni provenienti dal settore privato, il bando così come strutturato cercherà di colmare tale gap». E dice che al bando possono partecipare tutti coloro che vi abbiano interesse: ditte individuali, associazioni e società, raggruppamenti temporanei d'impresa, consorzi ordinari di concorrenti...».
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Le motivazioni politiche ed economiche che hanno indotto la giunta a mettere a gara 11 postazioni per la birra sono chiarissime. L’aspetto non chiaro è in base a cosa “non saranno concessi ampliamenti delle distese tavoli già esistenti, nè saranno concesse nuove distese” durante il Festival. La dirigente del servizio attività produttive dottoressa Evelina Benvenuti, questo scrive nella lettera inviata. Ma di questa novità sulle distese non vi è traccia nella delibera n.28974 approvata il 24 marzo scorso e citata come fonte del divieto. La delibera dice solo che «l’avviso pubblico per l’assegnazione di stands su suolo pubblico» è volto «a garantire una ordinata e regolata assegnazione degli stands (...) durante i giorni del festival nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità, non discriminazione, parità di trattamento e libera concorrenza». Ma non dice che in quel periodo cambiano le regole per richieste temporanee di occupazione del suolo pubblico. Della lacuna si sono accorte anche le associazioni dei commercianti. L’Ascom, cui si sono rivolti i titolari del Bar Cicognani di via Garibaldi, ha già chiesto ufficialmente un incontro nel quale sicuramente evidenzierà la contraddizione all’assessore.
Il regolamento Cosap, tuttora in vigore, stabilisce addirittura forti sconti per chi occupa il suolo pubblico durante manifestazione “tipo Ferrara Sotto le Stelle, Buskers Festival, Palio, Mille Miglia...” Si va da riduzioni dell’80% fino alla gratuità. Così sta scritto all’articolo 34.
Elisabetta Michelini, titolare del bar Cicognani, spera che il Comune torni sulla sua decisione: «I Buskers sono una grande opportunità per Ferrara e anche per noi. Bisogna crescere insieme, città e commercio, non farsi la guerra».
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