«Difendiamo le banche centesi»
Mattarelli porta in consiglio un ordine del giorno per sostenere l’autonomia di Caricento e Bce
CENTO. «Storia e fondamenta economiche della città, la Fondazione Caricento con la Caricento Spa, e Banca Centro Emilia, sono un patrimonio da difendere. Con il nuovo quadro normativo, Cento infatti rischia di perderne l'autonomia».
Con un ordine del giorno in “Difesa delle banche centesi”, che sarà proposto al consiglio comunale, il capogruppo Marco Mattarelli lancia un appello a tutte le forze imprenditoriali del territorio, associazioni di categoria, privati, Fondazione Cariicento a Banca Centro Emilia, affinché «si ricerchino le soluzioni più idonee al mantenimento della autonomia delle nostre aziende di credito». Della civica Noi Che, dopo la spaccatura avvenuta nei giorni scorsi, Mattarelli non fa più menzione. Anzi, spiega che l'odg nasce dal «confronto interno con un nuovo gruppo in fase di costituzione, con l'intento di aprire un dibattito pubblico sul tema, sia nel mondo economico-finanziario centese, che nella sua assise comunale, confidando nel voto unanime». Il documento parte dal «recente provvedimento del governo che obbliga le banche popolari che hanno un attivo di bilancio superiore agli 8 miliardi, alla trasformazione in Spa. Il rischio – evidenzia - è che le banche oggetto del provvedimento, da cooperative come sono, con la logica di ogni testa un voto, passino in mano a gruppi finanziari, anche stranieri, che con artifici societari di governance, riescano a controllarle anche con una percentuale modesta di capitale. In sintesi, una ulteriore falsa privatizzazione». Altro punto: «A marzo, il Mef e l'Acri (l'Associazione delle Casse di risparmio che raccoglie tutte le fondazioni bancarie) hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che obbliga le fondazioni a scendere sotto il 30% del patrimonio investito nella banca originaria». Nell'ambito delle Banche di credito cooperativo, invece è «in corso un dibattito per un processo di autoriforma teso a raggruppare le Bcc del territorio in gruppi, e un capogruppo di riferimento».
In questo quadro normativo, si inserisce il caso centese, unico nel suo genere: «Cento è l'unica città in Italia ad avere due banche che, con sede, direzione ed amministrazione in loco, apportano un contributo fondamentale al sostegno dell'economia locale e territoriale. La Fondazione Caricento si identifica con la storia della città, mentre le migliaia di soci della Bce sono in maggioranza centesi. Le due aziende occupano nel Centese oltre 250 dipendenti. Tuttavia, il quadro normativo di riferimento, sulla spinta delle modifiche legislative introdotte dal governo e dalle autorità monetarie, impone scelte obbligate. Anche la Fondazione Caricento, proprietà per il 67% delle azioni di Caricento Spa, dovrà adeguarsi. La Bcc di Corporeno sarà coinvolta nel processo di autoriforma della categoria». Rischio, è che Cento «possa perdere per entrambe l'autonomia». Oltre alla proposta di inviare, una volta approvato, l'ordine del giorno ad Abi, Acri, Federazione Bcc dell'Emilia Romagna, Fondazione CrCento, Cassa di Risparmio di Cento Spa, Banca Centro Emilia e Regione, Mattarelli ipotizza alcune soluzioni, quali «accordi di capitale, acquisto di pacchetti azionari, mobilitazioni edi capitali presenti in città, al fine di dare al territorio, il dovuto peso economico finanziario, giustificato dalla presenza delle nostre due banche locali».
Beatrice Barberini
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