Cgil e Uil, proteste su Hera La Cisl invece non ci sta
Cgil e Uil si opporrano con tutti i mezzi alla cessione della maggioranza assoluta di Hera da parte dei Comuni soci, tra i quali Ferrara. Lo faranno oggi pomeriggio, nell’audizione della Commissione...
Cgil e Uil si opporrano con tutti i mezzi alla cessione della maggioranza assoluta di Hera da parte dei Comuni soci, tra i quali Ferrara. Lo faranno oggi pomeriggio, nell’audizione della Commissione consiliare sulla delibera con la quale l’assessore Luca Vaccari intende proporre l’adesione di Palazzo Municipale alla vendita, e con un sit-in sullo Scalone lunedì prossimo, durante la seduta consiliare. L’unica cosa che divide le due sigle è lo sciopero di Hera proclamato dalla sola Cgil per il giorno successivo, in concomitanza con l’assemblea dei soci che decreterà l’opzione “dimagrante” (dal 51 al 38% del capitale in mano al pubblico a partire dal 2017): «Noi non siamo d’accordo sul fatto di danneggiare Hera, dovremmo scioperare... contro i sindaci che vogliono vendere le azioni» spiega Massimo Zanirato, segretario provinciale Uil. Zanirato sarà presente assieme a Cristiano Zagatti, della segreteria provinciale Cgil, alla commissione, per spiegare i motivi del no: l’accordo di appena due anni fa per il mantenimento del 51%, le garanzie sui servizi, il super dividendo Hera, tra le altre.
La Cisl ha una posizione diversa e Giorgio Graziani, segretario regionale, l’ha spiegata in una lettera aperta: Hera troppo piccola rispetto ai colossi stranieri, no ai «recinti municipali», sì ai sindacati nel Cda.
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