CoderDojo, fanno centro i “laboratori delle idee”
CENTO. Lanciato dal “digital champion” di Cento Matteo Fortini, si è svolto sabato scorso il primo CoderDojo a Cento. Una mattinata di gioco e creatività che ha unito bambini e adulti in nome della...
CENTO. Lanciato dal “digital champion” di Cento Matteo Fortini, si è svolto sabato scorso il primo CoderDojo a Cento. Una mattinata di gioco e creatività che ha unito bambini e adulti in nome della passione e della collaborazione, del piacere di sporcarsi le mani e di fare esperimenti. «Sono stato particolarmente felice ed orgoglioso - spiega l'organizzatore, anche presidente della Consulta di Corporeno - perché da quando ho sentito parlare di quest’iniziativa ho sempre sognato di portarla nella mia città. È stato bello poter dire ai bambini che al CoderDojo si può, anzi, si deve, suggerire e copiare, esplorare e provare per vedere cosa succede senza preoccuparsi di rompere. Il principio per cui è più importante il percorso che si fa insieme e quello che si è imparato lungo la strada, della perfezione del risultato raggiunto, è stato trasmesso in ogni momento dai mentor e ben compreso da tutti: il risultato è stata una mattina di gioco rilassato e stimolante, in cui ci si è divertiti insieme, grandi e piccoli». Grazie all’ospitalità di CenTec e al supporto dei esperti mentor del CoderDojo Bologna che hanno tenuto a battesimo la prima edizione a Cento, é stato possibile accogliere oltre 50 bambini, maschi e femmine, senza contare gli adulti che li accompagnavano, attivando tre laboratori: Giochiamo con le Bee-Bot (5-6 anni), Costruiamo uno Scarabot (7-8 anni) e Divento un programmatore con Scratch (7-12 anni) e Makey Makey. Un risultato entusiasmante per Fortini, “eletto” ambasciatore centese dell’innovazione (carica istituita dall’Unione Europea nel 2012) tra i 1104 “digital champions” nel mondo, che nella vita si occupa di ricerca scientifica, programmazione di sistemi (Linux) embedded, open data, (civic) hacking, making, in ordine sparso. Ingegnere informatico con un dottorato in Ricerca Operativa, Fortini si dice convinto utilizzatore e sostenitore della condivisione della conoscenza e della collaborazione rappresentate dall’open source e dagli open data, anche attraverso queste iniziative che coinvolgono i bambini.
«Sentire i genitori riportare i racconti entusiasti dei figli, vedere l’orgoglio con cui i piccoli portavano gelosamente a casa il robot che avevano costruito, sentirsi chiedere “quando sarà la prossima volta?”, è stata veramente una grandissima gioia. La sfida ora sarà ripetere quest’iniziativa, sia per accontentare chi non è riuscito a trovare posto, sia per poter crescere e imparare insieme, realizzando attività sempre più interessanti e divertenti». (b.b.)
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