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«Imboccatura Portocanale, lavori sbagliati»

«Imboccatura Portocanale, lavori sbagliati»

La Cna lancia l’allarme e chiede un incontro urgente con Regione, Provincia e Comune

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PORTO GARIBALDI. I lavori di realizzazione di una massicciata con massi di rimanenza dal cantiere dell’idrovia ferrarese sono ultimati, ma la modifica apportata all’imboccatura del portocanale di Porto Garibaldi continua a destare perplessità. «Ci siamo resi conto – interviene Riccardo Cavicchi, presidente provinciale di Cna Turismo – che la chiusura è stata costruita in maniera perpendicolare e non obliqua rispetto all’asse del portocanale e questa situazione potrebbe provocare un vortice, per le correnti in uscita e in caso di mare mosso, potrebbe spingere con forza i natanti verso la banchina sul lato di Porto Garibaldi». L’accentuarsi del moto ondoso per effetto dei lavori di allargamento dell’imboccatura del porto, negli ultimi due anni ha incrementato le preoccupazioni degli operatori della pesca, che in condizioni atmosferiche particolarmente avverse per stato del vento e del mare, in più occasioni hanno dovuto correre ai ripari. Altrettanto ha dovuto fare più volte il titolare del traghetto, Mauro Alberi, sospendendo il servizio di trasporto passeggeri per il pericoloso moto sussultorio del mezzo, sottoposto, durante le recenti mareggiate, a rollii e ad oscillazioni molto forti. «La barriera provvisoria di difesa a mare con i massi – prosegue Cavicchi – è ultimata, ma non secondo le indicazioni emerse nell’ultimo incontro con i tecnici fatto in Capitaneria di Porto, perché la chiusura andava realizzata in obliquo, verso l’interno sul lato Lido degli Estensi». Alla luce di quanto riscontrato Cna, in collaborazione con le cooperative di pesca (Piccola e Grande Pesca e Domar) ha trasmesso a Provincia e Comune una richiesta di incontro urgente. «Si era già detto che questa diga sarebbe stata provvisoria – aggiunge Cavicchi - ma visto che sono rimasti circa 70milioni di euro dai lavori di realizzazione dell’asse idroviario, come è emerso nel recente incontro in Comune aperto alle associazioni di categoria, chiediamo che vengano investiti per questo scopo. Su questa richiesta siamo tutti concordi». Altra proposta che vede gli operatori tutti concordi, è quella lanciata dal consigliere comunale Antonio Di Munno tesa ad istituire una Commissione Tecnica del porto, formata da istituzioni, operatori e tecnici del porto con competenze specifiche in materia.

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