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Tassa sulla birra «Senza quei soldi Buskers a rischio»

Tassa sulla birra «Senza quei soldi Buskers a rischio»

Il vicesindaco Maisto: il Comune non coprirà mancati introiti Ma Fornasini (Fi) insiste: vietare i gazebo extra è arbitrario

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I soldi della “tassa sulla birra” sono indispensabili a salvare il Buskers Festival. «Senza i 55mila euro di base del bando sui gazebo si aprirebbe un problema per il bilancio di Buskers - avverte il vicesindaco Massimo Maisto - poiché non sono soldi sostitutivi del nostro contributo, che per quest’anno rimarrà invariato, ma entrate garantite negli anni scorsi da chi si accordava con l’organizzazione del festival per poter vendere cibi e bevande. Abbiamo solo preso in mano noi la procedura di assegnazione di quei dieci spazi, anche per rispondere ad una richiesta di massima trasparenza avanzata dalle stesse associazioni di commercianti, decidendo di garantirci quell’incasso minimo anche attraverso il divieto di installare altre distese o ampliare quelle esistenti».

Per comprendere bene il ragionamento di Maisto bisogna dare un’occhiata ai bilanci del festival, l’ultimo dei quali, tra quelli pubblicati on line, è riferito all’edizione 2013. Su 385.242,36 euro di entrate totali, i contributi pubblici di varia natura (Comune, Regione, Provincia e ministero) ammontano a oltre 145mila euro, la fetta più consistente dei quali, 61mila euro, arriva da Palazzo Municipale. È questo, tra parentesi, il contributo che l’amministrazione comunale intende confermare anche quest’anno, «al netto delle entrate del Music park che viene preso in mano direttamente dal festival» precisa il vicesindaco. Il contributo regionale dovrebbe inglobare quello provinciale, mentre gli orientamenti del ministero ancora non si conoscono.

Alla voce “attività commerciali e collaterali” ci sono 60.130 euro che, appunto, fanno riferimento alla gestione della decina di spazi per la distribuzione di cibi e bevande che, da quest’anno, saranno assegnati con il bando comunale a pagamento. Il minimo introito previsto è vicino a questa cifra, ma poiché le offerte vengono presentate in busta chiusa e gli spazi assegnati al miglior offerente, il Comune spera di ricavarci di più. «Dovesse succedere, a partire dal prossimo anno si potrebbe cominciare a calare il contributo comunale» è il ragionamento di Maisto. Il suo collega al Commercio, Roberto Serra, era stato ancor più esplicito, parlando di contribuzione diretta tendente allo zero.

Se è vero che l’introito sarebbe più o meno lo stesso degli anni scorsi, perché allora vietare le distese aggiuntive che portano una fetta importante del reddito annuale di molti esercizi pubblici del centro, come dimostrano le proteste di questi giorni? «Intanto le proteste provano che gli introiti restano considerevoli, a dispetto dei lamenti che ogni tanto si levano - è l’appunto di Maisto - Non possiamo permetterci di mancare l’obiettivo del bando, perché di sicuro il Comune non coprirebbe il mancato introito, e l’afflusso non è stato costante negli anni. Disponibile comunque a incontrare gli operatori, quando Serra deciderà».

Lo stesso assessore al Commercio ha intanto chiarito che il divieto di gazebo aggiuntivi è previsto dalla delibera di giunta che approvava il bando, mentre su quest’ultimo documento, unico ad essere pubblicato on line, si parla solo delle modalità dell’assegnazione. Intanto, come annunciato, Matteo Fornasini (Fi) ha presentato un’interpellanza contro «la decisione arbitraria e penalizzante» di vietare le distese extra.

Stefano Ciervo