Tempo pieno a scuola Le famiglie si mobilitano
Lanciata a Renazzo una raccolta di firme per potenziare il servizio alla primaria Appello a Comune e Usp: si confermi dove già esiste e si attivi in un’altra sezione
RENAZZO. «Sempre più genitori hanno e avranno la necessità del tempo pieno. Così, per il secondo anno consecutivo, chiediamo che questo importante servizio, alla primaria di Renazzo, venga confermato e ampliato». Promossa da Keti Fortini e da un gruppo di genitori dell’Istituto comprensivo 3 di Renazzo, parte così la raccolte firme a sostegno della richiesta. La lettera, corredata dalle firme dei genitori che ne condividono l'esigenza, verrà poi inviata all’Ufficio scolastico provinciale di Ferrara, al sindaco Piero Lodi e all'assessore alla scuola Maria Rolfini. A seguito della prima richiesta, inviata il 14 giugno 2014, e «con più adesioni – scrivono i genitori – siamo a rinnovare le nostre preoccupazioni riguardanti la mancanza di una sezione a tempo pieno nel nostro istituto. Partito in modo “sperimentale” nell’anno scolastico 2013/2014, la sezione A ha dato buoni frutti in termini di apprendimento dei nostri bimbi, nonché di richieste da parte dei genitori che, anno dopo anno, introducono i loro bambini nella scuola primaria». E nel sottolineare l’importanza dell’attivazione di diritto, almeno in una sezione, e la continuazione del tempo pieno nelle classi che già in questi due anni, hanno avuto l’opportunità di usufruirne, Keti Fortini insieme al gruppo dei genitori ribadiscono l'effettiva necessità per molti di avere i propri figli a scuola nel pomeriggio: «Vi sono molte famiglie in cui entrambi i genitori lavorano a tempo pieno e non hanno la possibilità, né in termini organizzativi né in termini economici, di allungare a loro spese la gestione post scolastica dei figli. L’attivazione di una sezione, riteniamo sia doverosa nella frazione più popolosa del comune di Cento e la prosecuzione delle due classi, futura 3ª A e futura 2ª A, una necessità per non destabilizzare l’apprendimento e le abitudini ormai acquisite dei nostri bambini». Dai genitori infine l'invito e l'auspicio che «le istituzioni scolastiche e comunali, quali punti fermi necessari per i nostri figli, per il loro percorso formativo e scolastico, prendano in considerazione la richiesta». Motore della raccolta firme, la speranza è che Ufficio scolastico provinciale e Comune si attivino per «dare un segnale alle famiglie e ai bambini, far fronte a “lacune normative”, se così vogliamo chiamarle, nel tentativo di soddisfare le esigenze in continuo mutamento, di un periodo difficile per tutti».
Beatrice Barberini