Un appello per fermare le stragi in mare
Viaggi della morte, ieri presidio davanti alla Prefettura. Il documento firmato da 35 associazioni
«Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa dell’intervento europeo, assuma le sue responsabilità e riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio». È il testo di un appello firmato da 35 associazioni in occasione della mobilitazione nazionale organizzata dopo le stragi di migranti nel canale di Sicilia. Ieri pomeriggio un presidio si è svolto davanti alla prefettura; quasi un centinaio di presenti, tra le cui fila spiccavano gli aderenti a Cgil, Uil e Arci, oltre al vicesindaco Maisto, all'assessore Sapigni e al segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Tortora. «In una settimana - prosegue l'appello - più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’Ue (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte». Due le richieste immediate alle istituzioni comunitarie: «Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi». (f.t.)
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