Lega contro la Stefanelli «Si dimetta dal consiglio»
PORTOMAGGIORE. L'uscita dalla Lega Nord di Giovanna Stefanelli, avvenuta subito dopo Pasqua, per entrare nel movimento fondato dal sindaco di Verona, Flavio Tosi ha provocato diverse reazioni all'inte...
PORTOMAGGIORE. L'uscita dalla Lega Nord di Giovanna Stefanelli, avvenuta subito dopo Pasqua, per entrare nel movimento fondato dal sindaco di Verona, Flavio Tosi ha provocato diverse reazioni all'interno del Carroccio, soprattutto a livello provinciale. Se il commissario Magagna ha avuto modo di esprimere la sua opinione e posizione in merito, il referente comunale del Carroccio, Gian Luca Lombardi, precisa alcune sue dichiarazioni in relazione a frasi della stessa Stefanelli che nella replica l'aveva chiamato in causa. «Sono stato chiamato in causa da Giovanna - spiega Lombardi - la quale per scelta personale ha deciso di percorrere un'altra strada. Ma va approfondita e chiarita la questione dei 1.500 voti. Tutti sappiamo, lei per prima, che gli elettori leghisti da sempre votano il simbolo e non il candidato: non siamo di fronte quindi ad un voto di preferenza come nelle altre liste. Il risultato storico del 16% in un Comune come Portomaggiore è stato frutto di un ottimo lavoro, ma stiamo parlando di voti al simbolo nazionale».
Come noto Tosi è il fondatore di “Ricostruiamo il Paese”, un movimento che è strutturato come un vero e proprio partito politico anche se è una fondazione. L'organizzazione politica è presente in tutta Italia con proprie sedi chiamate fari. Attualmente sono 54 le sedi in Italia.
Per tornare a quanto sta avvenendo all’interno della Lega a Portomaggiore, va detto che in caso di dimissioni della Stefanelli dalla carica di consigliere comunale, dimissioni richieste da più parti poiché la fuoriuscita dal partito porta inevitabilmente la Stefanelli a non rappresentare più gli elettori che l'hanno votata, causerebbe l'ingresso di un nuovo consigliere: appunto Gian Luca Lombardi. Lombardi prese 22 preferenze. «Sono d'accordo con Magagna quando chiede le dimissioni. Non stiamo facendo un attacco personale. La questione - ha concluso Lombardi - è legata alla coerenza verso gli elettori». (e.m.)
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