Solaroli e Zalambani Ora due strade portano i loro nomi
ARGENTA. "Tieni botta!". Così era solito dire agli argentani il compianto don Matteo Solaroli, l'allora parroco di Argenta. E gli Argentani, attraverso il sindaco Antonio Fiorentini l'hanno voluto...
ARGENTA. "Tieni botta!". Così era solito dire agli argentani il compianto don Matteo Solaroli, l'allora parroco di Argenta. E gli Argentani, attraverso il sindaco Antonio Fiorentini l'hanno voluto ricordare dedicandogli addirittura una via.
Una dedica che lo vede insieme a don Giovanni Zalambani, anche lui parroco di Argenta.
«Due parroci - ha detto il sindaco poco prima di scoprire l'indicazione delle vie - che hanno creato le fondamenta del '900 ad Argenta e proprio nel momento della grande espansione c'era don Matteo. A loro quindi - ha concluso il sindaco - dedichiamo due vie che rappresentano il futuro dell'espansione di Argenta (l'area è la nuova lottizzazione Rossato, ndr)».
«Speriamo che diventino vie importanti», ha aggiunto il vescovo Lorenzo Ghizzoni, rivolgendosi al sindaco che annuiva. Di fronte a chi era presente e non dimentica questi due preti, è intervenuto anche don Sante Bertarelli, per 28 anni a fianco di don Matteo e oggi parroco di Longastrino: «Mi viene in mente - ha detto il prete scartabellando tra i suoi ricordi - che il desiderio più grande per don Matteo fu di mettersi al servizio del popolo: cercare e servire furono i suoi propositi. Aggiungo che l'attenzione di don Matteo, don Giovanni e don Santo Perin che oggi ricordiamo, fu rivolta agli ultimi e per me sono stati un esempio».
Va infine ricordato don Matteo per oltre 20 anni diresse l'Opera di Santa Teresa, che oggi ospita circa 200 anziani, ed istituì 18 centri per persone adulte o minori con disabilità fisica e psichica. La sua pastorale fu sempre contraddistinta da una grandissima fiducia nella Provvidenza, e da un rapporto umano molto intenso con le persone che incontrava ed, in particolare, con la comunità che gli era stata affidata.
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