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Uffici postali da tutelare Pronta la manifestazione

Uffici postali da tutelare Pronta la manifestazione

Nuovo incontro nella sede regionale dell’Associazione dei Comuni italiani «Vogliamo parlare con il Governo: l’alternativa è una protesta nazionale»

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MAROZZO. Si è tenuto nella sede di Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Emilia-Romagna, a Bologna, un incontro sul piano di riordino degli uffici postali presentato da Poste italiane Spa. Alla riunione erano presenti Fabio Fecci, vicepresidente Vicario Anci Emilia-Romagna, Massimo Castelli, coordinatore nazionale piccoli Comuni, Gianni Melloni, direttore Anci regionale e Antonio Gioiellieri, coordinatore segretari/direttori delle Anci regionali, nonché diversi amministratori in rappresentanza dei Comuni interessati dal piano di riordino di Poste.

Melloni e Gioiellieri hanno illustrato lo stato degli incontri, sia a livello regionale che nazionale. In particolare, dall’incontro a Roma tra il Coordinamento delle Anci regionali e il responsabile relazioni istituzionali di Poste, è emerso che Poste Italiane considera i tavoli regionali come luoghi in cui esaminare eventuali errori di applicazione della delibera dell’Autorità di garanzia nelle comunicazioni (del giugno 2014) che possano essere rinvenuti nel piano di razionalizzazione degli uffici postali e in cui presentare i servizi alternativi (tra cui il così detto “postino telematico”) alla chiusura o alla riduzione dell’orario degli uffici stessi.

Il fatto che Poste non consideri i tavoli regionali come tavoli di “negoziato” è la prova, sempre secondo l’Anci, che Poste ritiene non modificabile il piano, se non per correggere gli errori. Ma anche per “aiutare” Poste a correggere eventuali errori occorre avere l’elenco dettagliato degli uffici e dei Comuni interessati, dei criteri utilizzati nel provvedimento di chiusura e la notifica del provvedimento di proroga: su questo a tutt’oggi non c’è stato alcun riscontro a livello regionale. Per tale motivo Anci richiede che il tavolo regionale venga riconvocato dalla Regione in altre condizioni.

«Il servizio postale ha una valenza soprattutto sociale - ha detto Fecci - ed è assolutamente necessario che venga mantenuto inalterato l’assetto organizzativo degli uffici che hanno già subìto riduzioni di orari ed aperture, lavorando eventualmente sulle razionalizzazioni di quanti ancora sono attivi a pieno regime e garantendo quei servizi fondamentali, come la riscossione delle pensioni. Questo è l’unico margine di trattativa che i Comuni possono accettare».

«Bisogna prendere coscienza che questo va considerato come un servizio fondamentale, ricordando che per oltre 5.000 Comuni sarà ridotto anche il servizio di recapito della posta - ha aggiunto Castelli -; come Anci nazionale abbiamo chiesto un incontro con il Governo, uno ulteriore con Poste Italiane e come ultima istanza non si esclude l’organizzazione di una manifestazione nazionale».

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