«Via il blocco Soffritti-Felletti»
Torniamo ad essere come all’inizio, altrimenti non c’è posto per noi
«O Sel torna a essere quella degli inizi, motiva di nuovo chi si è allontanato e sconfigge il blocco di potere Soffritti-Felletti, o altrimenti qui non c’è più posto per noi». Aumentano i decibel nelle parole di chi, nel partito di Vendola, si oppone all’asse tra l’ex sindaco e l’attuale assessore comunale. «Ma non chiamateci dissidenti: siamo i fondatori di Sel», precisano Stefano Cavallini, Antonio Langella, Giuliano Lodi, Morena Gavioli e Ilaria Bigoni. Non si sono presentati all’assemblea provinciale di lunedì («incontro illegittimo, convocato dalla Felletti un secondo prima di dimettersi da coordinatrice», spiegano) e ora rivendicano tempi brevi per il commissariamento da parte del nazionale, dopo aver incamerato la sospensione del tesseramento degli ex Pdci, come «premessa indispensabile perché Sel ritrovi la propria identità politica autonoma e ripristini una vera agibilità democratica interna».
Il “noi o loro” è lanciato dal circolo di via Goretti; assume pure aspetti condominiali la distanza con Cariani e Soffritti («è un avvelenatore di pozzi», sostengono) i quali hanno stabilito la loro base nella stanza accanto, guarda caso un’ex sezione del Pci.
Tra i due litiganti, il lavoro del terzo pacificatore sarà gravoso. Ma quando arriverà?
La certezza è che oggi si riunisce la direzione nazionale di Sel che dovrebbe nominare il commissario in Emilia Romagna (la segretaria Tagliani è stata sfiduciata dai “governativi” dell’assessore regionale Mezzetti), poi toccherà a Ferrara. A confortare i “ribelli” sono le parole di Nicola Fratoianni: «Il progetto Soffritti non si farà né ora né mai», ha detto il coordinatore nazionale del partito all’assemblea regionale di dieci giorni fa.
La questione non è personale ma politica: «Il Pd non può essere il nostro unico interlocutore, specie con la guida di Renzi. Non ne saremo una corrente esterna. Guardiamo anche a Landini».
E viene chiamato in causa il sindaco, cui viene confermata fiducia, «anche se in giunta serve una sinistra che si faccia sentire, specie su matrimoni omosessuali ed esternalizzazioni scolastiche».
A Tagliani e al Pd si chiede di uscire dal silenzio: «Crediamo ci sia imbarazzo da parte sua – dicono dal circolo Sel della città -, allora venga esplicitato. Abbiamo tutti ostacolato Soffritti, che ora è nella sua maggioranza di governo».
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
