La proposta choc di don Bedin: accogliamone mille
Questo arrivo di giovani profughi è l'opportunità più grande che ci sia
FERRARA
Siamo in un momento cruciale della storia. In questi momenti bisogna schierarsi e ci si gioca il futuro. Io mi schiero per l’accoglienza dei fratelli che sbarcano fortunosamente sulle nostre coste o sono ripescati. Lo sto facendo con i miei collaboratori delle associazioni Viale K e Filippo Franceschi in accordo con l’ASP, il Comune, la Prefettura e altre associazioni e cooperative.Non è una attività speculativa come alcuni pensano perché eroghiamo loro i servizi che corrispondono al contributo che lo Stato eroga agli enti che accolgono. Ma la questione è un’altra: si tratta o no di invasione? In un territorio economicamente fragile è opportuno continuare ad accogliere? Sono 400 e se diventassero 1000? Ritengo che sia forse la più grande opportunità che ci poteva succedere.
Siamo vecchi e con una denatalità spaventosa, le nostre imprese non si rigenerano perché mancano i giovani, le case sono vuote o spessissimo con una persona anziana sola. Per salvare la vitalità dei nostri paesi dobbiamo avere il coraggio e l' intelligenza di accogliere e trasformare il bisogno dei nostri fratelli migranti in opportunità anche per noi. Ma deve cambiare l'atteggiamento. Se i gruppi di migranti (età media 20/25 anni) restano in una specie di limbo, quasi nascosti o tollerati, guardati da lontano o soltanto mantenuti fino al giorno del rilascio dei documenti... e poi ciao ognuno per la sua strada. Se l'accoglienza diventa proposta esigente e selettiva di impegno per recuperare distanze culturali o impostare nuove capacità professionali ,linguistiche, operative. In un anno (tanto dura l'attesa dei documenti) si riesce a capire quale futuro ognuna di queste persone può avere tra noi. Quanti di questi ragazzi può riprendere o iniziare gli studi oppure una professione utile alla nostra economia! Nel frattempo avviene quella selezione naturale circa la buona volontà e l' onestà che potrebbe far parte della valutazione del riconoscimento del permesso di soggiorno. Perché non cominciare subito, dopo le prime e necessarie visite sanitarie, a farli partecipare a corsi professionali ad attività sportive e di volontariato...ma subito. Non sarebbe un campo estremamente esigente di impegno dei tantissimi pensionati e volontari ferraresi che nell'affiancamento a questi gruppi di giovani creerebbero legami e potrebbero trasmettere saperi poi così utili. E quante cose possono insegnare anch'essi circa i loro costumi, i cibi e le tradizioni delle loro comunità di accoglienza; e quanta energia sprigionano... basta guardarli giocare a calcio in un prato scalzi e sorridenti.
Ma questo prevede una lungimiranza e una apertura culturale e del cuore da parte nostra che purtroppo non appartiene a quei Comuni o Parrocchie che fanno di tutto per non avere immigrati nel loro territorio e che se costretti fanno ostruzione. Non si rendono conto che stanno scomparendo proprio perché non vogliono vivere più. Altri per fortuna la pensano diversamente e allora organizziamoci spingendoci oltre le regole della normale amministrazione e diamo speranza a questa nostra terra che si prepara ad essere sempre più colorata. Lo sarà anche senza di noi... ma allora staremo in panchina. Lo dicevo all'inizio bisogna scegliere.
don Domenico Bedin
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