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«Effetti positivi per l’intera comunità»

L’economista: impiego importante di stranieri nei servizi e nella cura alla persona. Imprese in crescita

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L’arrivo di migranti in Italia, con ingressi legali e regolamentati può senza dubbio trasformarsi, come sostenuto da don Domenico Bedin, in un’opportunità per il territorio. Soprattutto in una provincia, come quella ferrarese, in cui il 40% della popolazione (143.630 persone su 355.000) è rappresentata da pensionati. Ad affermarlo questa volta non è un “prete di frontiera”, ma un economista, Riccardo Galletti, esperto di mercato del lavoro. Il carattere di emergenza e straordinarietà degli sbarchi, unito alla crisi e alle ombre del terrorismo, può trasformare il tutto in una miscela di ostilità e paura, fino a sfociare nell’intolleranza e nel razzismo. Ma, ribadisce Galletti, «è consolidato che, nonostante la crisi, restano vacanti posti di lavoro nell’ambito della cosiddetta “mobilità verso il basso”». Settori come pulizie, facchinaggio e cura della persona vedono l’impiego importante di immigrati, ma anche il commercio e i servizi rappresentano un esempio di integrazione, «con effetti positivi per l’intera comunità».

A parlare sono poi le cifre. A cominciare dalla struttura e dalle dinamiche demografiche del nostro territorio. I dati, continua Galletti, sono aggiornati al 31 dicembre del 2013 e registrano una presenza nel Ferrarese di 29.620 stranieri regolari; la crescita, rispetto al 2012, è stata del 9,4% a fronte di un incremento complessivo della popolazione dello 0,7%. La quota di migranti regolari, sempre in tutta la provincia, ha così raggiunto l’8,3%, (crescendo del 7,7% rispetto all’anno precedente), percentuale che sale al 9,1% nel solo Comune di Ferrara contando 12.155 stranieri su una popolazione complessiva di 133.423, con un incremento del 15,7% rispetto al 2012. Non meno significativo il dato sulla forza lavoro: il 70% degli stranieri regolari presenti nel nostro territorio ha tra i 15 e i 64 anni, contro il 40% di ferraresi che percepisce un reddito da pensione. Secondo l’Osservatorio della Camera di Commercio, inoltre, nel Ferrarese ci sono 2500 imprese attive con titolare straniero, l’83% delle quali individuali e quasi la metà (44%) artigiane. Si tratta inoltre di imprese “giovani”, oltre il 90% sono sorte dopo il 2000. Buona parte (34,2%) sono concentrate nel settore delle costruzioni e dell’edilizia) seguite dal commercio (30,9%), mentre l’occupazione dipendente predilige i servizi, la cura alla persona e il commercio. È Ferrara il Comune dove si concentra la maggior percentuale di imprese individuali (9%), e va sottolineata infine la forbice tra Mirabello (un’impresa su 12 gestita da uno straniero) e Goro, dove le imprese “immigrate” sono una su 100.(a.m.)

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