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L’Asl: al pronto soccorso c’è sicurezza per le analisi

L’Asl: al pronto soccorso c’è sicurezza per le analisi

L’azienda sanitaria replica ai dubbi sollevati dalla Fp Cgil sul Poct « Gli esami in regime di emergenza sono effettuati vicino al letto del paziente»

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CENTO. «Per garantire una sempre maggiore sicurezza e assicurare una risposta tempestiva ai bisogni di salute dei pazienti, anche a Cento gli esami in regime di emergenza sono effettuati vicino al letto del paziente, grazie al Point of Care Testing. Proprio come avviene storicamente per gli esami “salvavita” eseguiti con l'emogasanalizzatore, il primo Poct usato da anni in tutti gli ospedali».

È la replica dell’Asl alle preoccupazioni espresse dalla Fp Cgil sull’introduzione del sistema di analisi all’ospedale Santissima Annunziata. E l’azienda sanitaria ribadisce la validità del sistema, ricordando, con una nota nella quale evidenzia come «le accuse sulla presunta superficialità degli esami eseguiti con il Poct sono scorrette e chiaramente strumentali». Inoltre, poiché non risultano «dati che diano suffragio all'affermazione che l'introduzione del Point of Care Testing abbia allungato l'attesa dei pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso, si chiede a quali dati faccia riferimento la Fp Cgil».

L’Azienda Usl ribadisce come il Poct costituisca «un'integrazione al laboratorio e consente di avere una risposta tempestiva per l'assunzione di decisioni cliniche di emergenza. Rispetto al modello precedente nel quale era necessario attendere l'arrivo del tecnico di laboratorio reperibile, ora il processo è immediato». Un modello, ricorda l’Asl nella nota, «reso efficiente dalla sinergia di tutti i professionisti coinvolti nel processo e grazie anche all'innovativo collegamento a distanza e dalla possibilità di avere una help line garantisce sicurezza all’utilizzatore finale. Gli strumenti Poct vengono controllati giornalmente dal personale di laboratorio, grazie alla presenza di una valida equipe del laboratorio locale che si fa carico di tutti i controlli e della definizione di regole condivise a livello aziendale, viene assicurata l'attendibilità del dato analitico».

Ci sono particolari condizioni «di criticità - afferma Enrica Montanari, responsabile del Laboratorio Unico Provinciale - dove nemmeno gli esami di laboratorio in emergenza possono fornire il quadro clinico completo del paziente. Sono i casi in cui è necessario approfondire la condizione del paziente e ci sono tempi tecnici a cui non ci si può sottrarre. Tutti i dati analitici ottenuti con i Poct (al pari di un qualsiasi valore fornito dal laboratorio) sono integrati dalle competenze del clinico nella scelta dei percorsi diagnostico-terapeutici più opportuni. Inoltre, qualora i dati analitici ottenuti tramite Poct siano più alti rispetto ai valori di riferimento o di fuori di essi, i campioni vengono inviati al centro Hub (Cona) per approfondire con esami di secondo o terzo livello l'alterazione del processo».

Ricordando che il «personale di Pronto soccorso è affiancato da quello di Laboratorio per tutto il periodo necessario per "prendere confidenza" con la strumentazione» l’Asl evidenzia come «lo stesso modello è adottato con successo già dal 2011 all'ospedale di Argenta ed è in uso con le stesse strumentazioni anche in altre strutture della nostra regione e di regioni vicine». E dal 13 aprile, si sottolinea nella nota «sono stati eseguiti con il Poct esami a 70 pazienti per la maggior parte provenienti da Pronto Soccorso con una media di circa 6 pazienti nella fascia notturna, numeri ampiamente compatibili con l'attuale dotazione organica».