È un teatro tutto Nuovo. Su il sipario
Alla vernice anche Mogol, Gianni Bella, Orietta Berti. Il sindaco Tagliani si congratula: «Uno spazio restituito alla città»
È stata un'inaugurazione kolossal quella del Teatro Nuovo, ieri pomeriggio. Oltre alle autorità locali, con il sindaco Tiziano Tagliani e il vicesindaco Massimo Maisto in testa, e ai rappresentanti della diocesi guidati don Marco Benzi, sono stati anche i numerosi ospiti del mondo dello spettacolo a rendere colossale l'evento: alle 17,30 il sindaco, Giulio Rapetti Mogol e Gianni Bella hanno tagliato il nastro inaugurale, ed è cominciata l'affluenza del pubblico che si assiepava all'ingresso. Erano invitati eccellenti personaggi famosi come la cantante Orietta Berti col figlio Otis, il cabarettista Pippo Santonastaso e il comico Franco Oppini, chiamati dal direttore artistico del Nuovo, Franco Pulvirenti, e intervenuti ben sapendo che non avrebbero preso parte allo spettacolo. Ma i ferraresi, all'ingresso del teatro, si sono accalcati attorno a loro per una foto, un autografo, una parola di saluto, un abbraccio. Nell'atrio del teatro il cerimoniale dell'inaugurazione si mischiava al vociferare allegro della gente che s'appressava ai propri beniamini, Mogol, Bella e i citati invitati eccellenti. Gli spettatori non erano solo ferraresi: Paolo di Bagnacavallo ci ha detto che segue Mogol un po' ovunque dove ci sia uno spettacolo con le sue canzoni in programma, Simone di Lucca ha elogiato l'organizzazione dell'inaugurazione facendo notare come tutto stesse funzionando, Rita di Sasso Marconi si augurava che Santonastaso raccontasse qualcuna delle sue divertenti barzellette. Era tanta la voglia di partecipare. Poi, sistemati gli spettatori, finalmente si è aperto il sipario e la Banda Filarmonica "Ludovico Ariosto" di Ferrara guidata da Stefano Galeffi ha suonato l'Inno di Mameli con tutti gli spettatori in piedi; successivamente un pot-pourri di marce d'operetta, da Lehàr a Offenbach.
Quindi Pulvirenti è salito sul palcoscenico e ha chiamato il sindaco Tagliani per il discorso di saluto. Essenziali e sobrie le parole del primo cittadino: "Dopo tre anni di chiusura è con soddisfazione ma anche con riconoscenza che salutiamo la riconsegna di questo teatro alla città, grazie a Giovanni Di Matteo e a Pulvirenti. Sappiamo che oltre al coraggio servono tenacia e amore per la cultura, ma vi diciamo che faremo quanto possibile per aiutare questo teatro ad avere un ruolo nella programmazione culturale di questa città". Sono poi saliti sul palcoscenico Gianni Bella e Mogol e quest'ultimo ha raccontato come è nata l'opera "La Capinera", liriche sue, libretto di Giuseppe Fulcheri, musica di Bella e orchestrazione di Geoff Westley: "I parmigiani di Parma Lirica - ha detto Mogol - hanno ascoltato in prima mondiale alcune arie e cori dell'opera e l'hanno definita la più bella opera lirica venuta dopo la Turandot di Puccini".
Quindi è iniziato lo spettacolo, condotto dalla brava Stefania Cento, che ha visto susseguirsi la simpatica Emanuela Aureli in alcune imitazioni del suo repertorio (ha imitato anche la stessa Orietta Berti, che si è mostrata molto divertita della gag a lei riservata), il cantante Paolo Mengoli con una medley dei suoi successi anni'80, il soprano Annalisa Massarotto e il tenore Massimo Drapello, il dissacrante comico Lucio Caizzi e l'esperto di comunicazione Roberto Ferrari, autore di un divertente gioco di prestigio. Precedentemente, accompagnata dalla Banda "Ariosto" si era esibita anche la cantante Roberta Righi. Lo spettacolo è terminato alle 20,45 quando tutti gli artisti hanno cantato, guidati dal tenore e dal soprano, il Brindisi della Traviata col tripudio del pubblico e la standing-ovation per Giovanni Di Matteo, trascinato sul palcoscenico da Stefania Cento.
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