Furto in canonica durante la messa
La madre del parroco esce dal bagno e vede due ladri fuggire. Rubate le offerte e i soldi di iscrizioni a iniziative parrocchiali
ARGENTA. «No, non è proprio possibile tollerare un furto in canonica». Così una signora gridava ieri verso mezzogiorno all'uscita dalla messa nel duomo di Argenta. Una frase urlata dopo aver saputo dal parroco don Alvaro Marabini, durante l'omelia, dell'intrusione di due ladri in canonica. Il sacerdote, come sempre preciso nel suo parlare, apre le porte della canonica fino alle camere da letto. È ancora preoccupato per ciò che poteva capitare a sua madre, che ha visto i due ladri in casa e poi li ha scorti scavalcare la recinzione alta oltre due metri. «Sono stati svelti e agili come due gatti», racconta la signora ancora scossa per quanto capitato. «Stavo celebrando la messa del mattino - spiega don Alvaro - e al termine, dovendo entrare in canonica dal corridoio interno, ho trovato la porta chiusa da dentro. Ho pensato a una distrazione di mia madre e così ho fatto il giro per entrare dal portone, ma anche qui la porta interna era chiusa da dentro: allora ho capito che non poteva essere stata mia madre. Infatti, parlandole mi ha raccontato di aver visto due ladri». Don Alvaro, dovendo fare una ulteriore verifica, ci accompagna nel reparto notte e nella camera del cappellano don Aldo. Fa vedere che i ladri hanno rovistato e rubato nei cassetti trovando denaro frutto delle offerte o delle iscrizioni a iniziative. Difficile stabilire l'ammontare del furto fin quando non rientrerà il cappellano. In sostanza, i ladri, per entrare, hanno scavalcato una prima volta la recinzione del cortile tra il Pala Don Minzoni e la chiesa, poi sono entrati dalla cucina e hanno chiuso le porte per proteggersi da eventuali ingressi di persone che avrebbero poruto sorprenderli. Ma senza accorgersi che in bagno c'era la madre del parroco. Saliti alla zona notte, hanno rovistato ovunque rubando i soldi del cappellano mentre dalla camera della madre di don Alvaro, non hanno fatto in tempo a portar via oro e denaro perché “disturbati” dalla stessa anziana. «In futuro dovrò stare ancor più attento alla chiusura delle porte e dei cancelli», l’amaro commenro di don Alvaro. (g.c.)
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