Manager argentano sull’Himalaya durante le scosse
Michele Battelli di Google stava girando dei filmati: la valanga ha ucciso un suo collega
Michele Battelli, l'argentano 36enne che faceva parte della spedizione sull'Himalaya è salvo. La conferma viene da suo fratello Marco che tiene a precisare: «Michele non è rimasto coinvolto nella valanga che ha colpito il campo base perché, vedendola arrivare, assieme all'altro collega Florian si è protetto sotto una roccia. Purtroppo Dan Fredinburg, l'altro collega è stato investito ed deceduto. Michele, per rassicurarsi, col telefono satellitare ha chiamato mia madre. Inoltre, è riuscito a mandarci una mail con la quale ha spiegato ciò che è successo in Nepal». Dunque, notizie rassicuranti per la madre, il padre e i due fratelli del giovane manager di Google da qualche tempo divenuto cittadino americano. «Siamo invece in attesa - aggiunge ancora Marco Battelli - quando mio fratello potrà incontrare la sua compagna. Sappiamo che sta bene ma che si trova proprio a Pokhara, nell'epicentro dove si è verificato il terremoto in Nepal. Speriamo che al più presto possano ricongiungersi e organizzare il rientro a casa in America. Come abbiamo vissuto questa vicenda? Beh, le prime 24 ore c'è stata molte incertezze e le notizie non erano rassicuranti poi la chiamata col satellitare a mia mamma...ma poi, per un giorno intero più nulla. Siamo sempre collegati sui siti per gli aggiornamenti e qui abbiamo appreso di Dan».
Anche l'anno scorso Michele Battelli, partecipò alla prima spedizione del progetto team Google adventure sull'Everest ma l'interruppero a causa della tragedia che investì diversi sherpa. Si tratta di un progetto che riguarda le riprese di filmati dei percorsi e per questo motivo, erano tornati sull'Himalaya. Quindi l'argentano Michele Battelli, per la seconda volta era in Nepal per lavoro. Infatti, alcuni siti riportano che «Dan Fredinburg, si trovava in Nepal a fare hiking sul Monte Everest insieme ad altri due dipendenti di Google (Michele Battelli, appunto;ndr), che sono salvi e al sicuro». «Speriamo che la situazione si normalizzi con gli aiuti umanitari - conclude Marco Battelli - e che i collegamenti possano riprendere a funzionare permettendo così a mio fratello di andare a Kathmandu, ritrovare la sua compagna e fare ritorno a casa».
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