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aule giudiziarie roventi

Processi e cause, la valanga

È ormai scontato che la storia della crisi Carife sarà riscritta, magari con qualche anno di ritardo, nelle aule giudiziarie. Oltre al ricorso contro il commissariamento, infatti, sono pendenti altri...

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È ormai scontato che la storia della crisi Carife sarà riscritta, magari con qualche anno di ritardo, nelle aule giudiziarie. Oltre al ricorso contro il commissariamento, infatti, sono pendenti altri procedimenti, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri il 27 maggio, quando gli emissari di Bankitalia se ne andranno. L’attesa maggiore è per il nuovo processo di appello all’ex direttore Gennaro Murolo e agli immobiliaristi milanesi per i cantieri Santa Monica e Miluce: quasi certamente non ci saranno riflessi penali, per via delle prescrizioni incombenti, ma il nuovo processo con la relativa ricostruzione dei fatti avrà un valore nelle cause civilistiche, in particolare quella tra Murolo e la stessa Carife. Andranno in discussione in autunno di fronte alla Corte d’appello di Roma, le sanzioni Bankitalia per complessivi 1.071.500 euro, a carico degli ex amministratori della banca. Toccherà invece al Tribunale delle imprese di Bologna valutare la richiesta di risarcimento di 12 milioni di euro per presunte irregolarità nei bilanci della Banca di Treviso, quando era di proprietà Carife, prima della vendita a Marostica. Sulla vicenda indagano le procure di Vicenza e Ferrara, coinvolgendo i due ex direttori di Ferrara e Marostica. È infine aperta la prima delle cause civili da parte di soci contro Carife, per la compravendita di azioni.

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