La Nuova Ferrara

Ferrara

la giornata delle vittime dell’amianto

Mesotelioma, in provincia 224 casi in meno di 20 anni

Mesotelioma, in provincia 224 casi in meno di 20 anni

Sono stati 224 i casi di mesotelioma maligno, patologia spesso correlata all’amianto, registrati a Ferrara dal 1996 in poi. Ma in Emilia Romagna il numero è dieci volte più alto: 2.127, tutti...

3 MINUTI DI LETTURA





Sono stati 224 i casi di mesotelioma maligno, patologia spesso correlata all’amianto, registrati a Ferrara dal 1996 in poi.

Ma in Emilia Romagna il numero è dieci volte più alto: 2.127, tutti riportati nel Registro regionale dei mesoteliomi maligni (ReM Rer). La data del 1996 fa esplicito riferimento all’anno in cui il Registro è stato creato anticipando un’esperienza nazionale.

Il mesotelioma è una patologia mortale la cui incidenza negli ultimi anni è aumentata e non solo in Italia. «In considerazione della sua pressochè totale letalità - spiega il dottor Antonio Romanelli del Registro della Regione Emilia-Romagna - il mesotelioma maligno tende sempre più ad assumere rilevanza sociale, con un impatto superiore a quello degli infortuni mortali sul lavoro denunciati. I dati Inail relativi a questi ultimi, nel periodo 2007-2012 mostrano una incidenza alquanto minore: 603 casi totali (113, 117, 91, 91, 94 e 97 casi per ciascun anno) contro gli 804 registrati dal Registro del mesotelioma nello stesso periodo (115, 133, 121, 130, 152 e 153)».

I casi sono più che raddoppiati nel tempo, dai 73 l'anno del 1996 ai 154 del 2013. Il 74,7% dei casi è stato diagnosticato dopo i 64 anni, l'1,9% prima dei 45 anni e il restante 23,4% nella fascia d'et 45-64 anni. La maggioranza dei pazienti sono uomini (1.529, il 72% circa).

La provincia più colpita è Bologna: 474 casi dal 1996, ma se si valuta in rapporto alla popolazione residente l'incidenza maggiore si trova nella provincia di Reggio Emilia, con 308 casi. Per le altre province, al 31 dicembre 2014, sono 188 i casi registrati a Piacenza, 254 a Parma, 220 a Modena, 217 a Ravenna, 150 a Forlì-Cesena e 92 a Rimini.

Del primo censimento di 1.198 edifici pubblici o privati aperti al pubblico con presenza di amianto in Emilia-Romagna, ne sono stati bonificati 776 (dati aggiornati al giugno 2014): ne rimangono 422, compresi quelli riclassificati dopo una parziale rimozione o un incapsulamento/confinamento. Questi dati sono stati diffusi dall'Assemblea legislativa regionale che pubblica una sezione del proprio sito dedicata all’amianto in vista, oggi, della Giornata mondiale. I 422 siti da bonificare sono sorvegliati dalle Asl. Nel dettaglio, risultano 49 siti in provincia di Bologna, 48 in quella di Ferrara, 33 a Forlì-Cesena, 82 a Modena, 36 a Parma, 50 a Piacenza, 41 a Ravenna, 66 a Reggio Emilia; 17 a Rimini. Nessuno dei siti si trova in classe 1, giudizio peggiore nella scala da 1 a 5 che esprime la valutazione del rischio.

Il Comune di Ferrara attraverso l’assessorato alle attività produttive, Cgil, Cisl e Uil e le loro categorie hanno deciso di aderire alla manifestazione indetta per oggi in occasione della “Giornata mondiale per le vittime dell’amianto” che si terrà a Bologna in piazza Nettuno dalle 15.30 alle 16.30. «Una adesione fattiva per sbloccare il Piano Nazionale Amianto ormai fermo da due anni e rinnovare allo stesso tempo quello regionale dell’Emilia Romagna - è scritto in un comunicato congiunto - Una giornata per ricordare che ci sono tante ricerche, opere di cura e sorveglianze sanitarie ancora da mettere in campo per contrastare questo mostro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google