Un uomo si incatena nell'ufficio del sindaco
Disperato gesto di protesta ieri mattina da parte di un cittadino di Comacchio
COMACCHIO
Il dramma della disperazione è all’origine del gesto dimostrativo compiuto ieri mattina da un comacchiese, che per più di due ore è rimasto barricato nell’ufficio del sindaco, dopo essersi incatenato ad un termosifone.
Erano le 8.30 circa quando un quarantenne si è presentato alla portineria del Municipio, riferendo di avere un appuntamento con i responsabili dei Servizi sociali.
Anziché recarsi nell’ufficio dove era atteso, l’uomo in un balzo si è precipitato nella segreteria del sindaco, chiedendo ai dipendenti se il primo cittadino fosse in ufficio. Non convinto della risposta ottenuta, il comacchiese ha varcato la porta sino a raggiungere l’ufficio del sindaco, ma trovandolo vuoto, ha spalancato le finestre dell’ufficio segreteria, estraendo una catena ed ancorandosi al termosifone.
Allarmati, i dipendenti hanno temuto che l’uomo volesse mettere in atto un gesto disperato, ma questi dopo essersi incatenato al termosifone, si è limitato a raccontare la propria storia drammatica, accendendo una sigaretta dietro l’altra. Di lì a qualche istante è arrivato in municipio anche il sindaco Marco Fabbri.
Fulmineo l’arrivo di diverse pattuglie di carabinieri di Comacchio, coordinate dallo stesso capitano Luca Nozza, che ha seguito di persona tutte le fasi dell’intervento, dai primi tentativi di mediazione con l’uomo, sino all’arrivo degli assistenti sociali. Dopo oltre due ore la situazione si è sbloccata ed il quarantenne si è spontaneamente liberato dalle catene. Sembra che l’uomo al rientro da un ricovero ospedaliero del figlioletto gravemente malato, abbia trovato le utenze domestiche staccate, probabilmente per un ritardo nei pagamenti. Colto da grande sconforto, accresciuto dalle preoccupazioni per lo stato di salute precaria del figlio, l’uomo non ci ha pensato due volte e si è precipitato in Municipio, mettendo in atto il gesto dimostrativo.
Tanto il sindaco quanto i responsabili dei Servizi sociali hanno fatto di tutto per cercare di tranquillizzare l’uomo.