Caricento in salute, bilancio approvato
Il direttore Damiano: una banca davvero solida. Il presidente Roncarati: avveduto accantonare l’integrazione con Carife
CENTO. «Con un utile pari a 4,9 milioni di euro, in crescita del 34% rispetto al 2013, una raccolta diretta che sale del 13,1%, corrispondente ad uno stock pari a 2,295,7 milioni di euro, soci in crescita, oggi 9.400, Caricento si conferma una banca solida e ben radicata nel territorio, capace di coniugare tradizione e innovazione». L'assemblea dei soci di Cassa di Risparmio di Cento ha approvato così, ieri pomeriggio in Pandurera, l'esercizio di bilancio 2014. Due gli astenuti, tra cui Marco Mattarelli (presidente Associazione Piccoli Azionisti). A dare il benvenuto ai soci, presenti al voto 97, in rappresentanza degli 11milioni 832 mila 912 azioni (il 79,15% del capitale), il presidente Carlo Alberto Roncarati. Accanto a lui, il direttore generale Ivan Damiano e il consiglio d'amministrazione della Spa. Assente per motivi personali il vicepresidente Mauro Manuzzi. Approvati poi dagli azionisti Caricento, il riparto dell'utile e la distribuzione del dividendo di 0,12 euro, per un totale di 1milione 792mila euro. Per le dimissioni dal Cda del consigliere Paolo Martinelli, l'assemblea, su proposta del presidente della Fondazione Milena Cariani, ha nominato Luigi Chiari. Voto unanime anche per il nuovo sindaco supplente Luca Padovani, in sostituzione della dimissionaria Ornella Palmieri. Partendo dalle valutazioni sul difficile contesto macroeconomico, Roncarati ha ribadito come Caricento «abbia continuato a svolgere il proprio ruolo di banca del territorio, puntando a soddisfare le necessità di localismo bancario espresse dalla comunità e la domanda di servizi e prodotti innovativi (internet banking, Atm evoluti, pagamento con smartphone, soluzioni assicurative)». Mentre Roncarati ha ribadito «i criteri distintivi alla base delle azioni del Cda: una sana e prudente gestione, nei principi di rispetto e attenzione verso il cliente», ad anticipare la lettura della relazione del collegio sindacale, l'intervento del direttore generale Ivan Damiano sui dati salienti del bilancio. Partendo dai numeri, se da un lato, per l'instabilità del contesto economico locale e egli effetti del sisma del 2012, calano gli impieghi lordi (-4,3%) e aumentano i crediti deteriorati (+2,4%), dal rapporto di copertura delle sofferenze (+61,2%) e del comparto del credito anomalo (in crescita e oggi al 49,1%), la Cassa si posiziona nella fascia delle banche più prudenti del sistema. «Di rilievo, l’aumento del risparmio gestito per conto della clientela (+13,7% rispetto a fine 2013), pari a 1.066,8 milioni di euro». Dunque, ha ribadito Damiano, «Caricento dimostra di essere, secondo le nuove regole europee, una banca veramente solida». Accantonato il progetto d'integrazione con Carife, «le notizie di questi giorni confermano l'avvedutezza delle nostra decisione - ha detto Roncarati - ma l'esperienza è stata utile per arrivare all'adozione di un nuovo piano industriale, che punta a concretizzare un percorso di crescita che, al momento non prevede aumento di capitale, ma che non lo esclude, qualora nel prossimo triennio vi siamo concrete possibilità di sviluppo». Nell’approvare i risultati di bilancio e nel rilanciare la valorizzazione delle risorse umane, gli interventi di Mauro Fanan (DirCredito Ferrara) e di Luca Dalprato (Fiba Cisl Ferrara). Poi Milena Cariani, intervenuta come ultimo atto ufficiale da presidente della Fondazione Caricento, ha spiegato di ritenere «questo l'ultimo bilancio della Caricento redatto su quei valori, quali autonomia, attenzione, legame e gestione delle risorse con il territorio, e vocazione di servizio all'economia reale, che fino ad oggi sono stati alla base di Fondazione e Banca. Principi che, dopo la firma del protocollo d'intesa tra Acri e Mef, dovranno cambiare». Protocollo che Cariani non condivide e che prevede che - da qui a 5 anni - la Fondazione scenda a una percentuale di controllo della Banca, inferiore o uguale al 30%, con l’arrivo di uno o più azionisti. Immediata la risposta di Roncarati: «Credo, cambierà poco. Di certo, la banca continuerà a creare valore per gli azionisti. In realtà, non sappiamo che fine farà questo protocollo, sottoscritto da Acri per evitare una legge specifica. Nel tempo che ci è concesso, quale piccola via di fuga, si valuterà l'impatto sul patrimonio e l'eventuale confronto con un eventuale mercato, lasciando presupporre che, se l'impatto fosse disastroso, il protocollo potrebbe non essere adempiuto. Speranza poi è che vengano esonerate le piccole Fondazioni. In attesa, proseguiamo con quanto programmato per Caricento».
Beatrice Barberini