Circuì la suocera, condannata a due anni
Nel processo per la sparizione di oltre 60mila euro assolto invece il figlio della vittima
Il gruzzoletto conservato per garantire l’agognata tranquillità negli anni della vecchiaia era sparito nel giro di qualche mese dopo essere finito nelle mani di persone di cui la donna si fidava. Persone che le erano particolarmente vicine, figlio e nuora, processate e giudicate ieri con sentenza. Assolto il figlio, condannata a due anni la nuora.
Per il giudice Stefano Amore è stata provata la circonvenzione d’incapace ai danni di una signora ultranovantenne residente in un paese della provincia, ma a commettere il reato - secondo il verdetto emesso ieri in tribunale, a Ferrara - è stato solo uno dei due imputati.
La vittima del raggiro era convinta - questa l’accusa - di aver investito 65mila euro di risparmi in banca. Soldi che non le sono più stati restituiti perché qualcuno aveva approfittato - questo il convincimento del giudice - del suo stato di debolezza psicologica.
Due gli imputati: A. R., figlio della parte lesa (l’anziana circuita che si è costituita in giudizio con gli avvocati Giacomo Forlani e Gianluca Bonazza) e L. A., moglie di A.R.. La consegna del denaro avvenne tra l'ottobre 2007 e la primavera-estate del 2008, in più soluzioni. Ma di quei risparmi la proprietaria non seppe più nulla. Nel 2012 si aggiunse un nuovo capitolo alla vicenda: A.R. e la moglie invitarono l’anziana a raggiungere gli uffici del Comune competente per firmare alcuni documenti relativi all'Imu, l'imposta sulla casa. Questa era la motivazione formale, in realtà l'atto che venne sottoscritto davanti ad un funzionario del Comune con firma autenticata recepiva la volontà dell'anziana di rinunciare a qualsiasi azione giudiziaria nei confronti del figlio. Ma a quel punto la situazione era diventata sospetta e alla donna fu consigliato da un altro figlio e da una funzionaria comunale di intimare alla coppia di non usare l'atto firmato in Comune. Poi è arrivata la denuncia che ha portato all'apertura del processo penale. A difendere i due imputati era l'avvocato Luca Azzano Cantarutti, del foro di Rovigo. L’anziana parte lesa nel processo ora potrà rivolgersi al tribunale civile per il risarcimento del danno.
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