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DIBATTITO SULL’IMMIGRAZIONE »IL LEGHISTA SFIDA IL PRETE

di FRANCESCO FODDIS
DIBATTITO SULL’IMMIGRAZIONE »IL LEGHISTA SFIDA IL PRETE

di FRANCESCO FODDIS La questione della immigrazione e il recente duro confronto fra il parere di Don Domenico Bedin e quello del l' Arcivescovo di Ferrara inducono ad una riflessione sui dati...

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di FRANCESCO FODDIS

La questione della immigrazione e il recente duro confronto fra il parere di Don Domenico Bedin e quello del l' Arcivescovo di Ferrara inducono ad una riflessione sui dati oggettivi (ISTAT) relativi alla popolazione di Ferrara e alla evoluzione demografica in atto.

1- La popolazione indigena, chiamiamola così, è in via di naturale estinzione nel Comune e nella Provincia di Ferrara.

Le nascite dal 2002 al 2013 sono in media 800-900, i decessi quasi il doppio 1700-1800. Contando un'età media di 90 anni (!) fra circa un secolo la popolazione del Comune sarà di 70.000 abitanti pressapoco la metà di quella attuale.

Nello stesso periodo si è sviluppato il fenomeno della immigrazione legalmente censita come residente, attualmente di 10.509 unità pari al 8% della popolazione, in media 800-1000 ogni anno. Inoltre la popolazione immigrata è molto più giovane di quella indigena e il tasso di natalità delle classi in età fertile è più elevato per gli immigrati rispetto agli indigeni.

Del resto basta osservare che i figli degli immigrati da 0 a 5 anni sono attualmente 773 su un totale di 4.692 bambini con una percentuale del 16 %.

Inoltre le classi fertili, diciamo dai 25 ai 45 anni, stanno rapidamente invecchiando:

. etàresidenti

25-29 5.699

30-34 6.712

35-399.242

40-4410.716

Nel breve periodo di 20 anni le classi fertili si dimezzeranno; a parità di condizioni il numero dei nati si dimezzerà e la stima precedente sul collasso demografico si aggrava ulteriormente. Se oggi nascono circa 900 bambini, fra 20 anni ne nasceranno, poniamo, 500, e la popolazione prevedibile a fine secolo di 45.000 abitanti. Senza contare che il ciclo si ripeterà periodicamente portando teoricamente all'estinzione. Teoricamente, in pratica, se gli indigeni non fanno figli, il vuoto sarà inesorabilmente riempito da altri.

Un'ultima riprova viene dalla serie storica dei censimenti: nel 1971 Ferrara contava 154.000 abitanti, nel 2011 il numero scende a 132.545. Depurando questo dato dei 10.000 immigrati, il numero degli indigeni scende in 30 anni a107.000 con una perdita di 32.000 unità. Con una perdita annua di 1.000 indigeni, compensata esattamente dai mille immigrati.

2.Il mercato del lavoro si rinnova radicalmente e rapidamente

Se guardiamo i residenti in età lavorativa vediamo che dai 35 ai 65 anni siamo in presenza di circa 2000 cittadini ogni anno. Ad esempio la classe 60-64 anni di età è di 9.054. In cinque anni questa classe uscirà dal mercato del lavoro per andare in pensione. E così per i prossimi 30 anni ogni anno 2000 lavoratori usciranno di scena e non potranno essere sostituiti interamente dalle classi che stanno entrando nel mercato del lavoro perché numericamente sono della metà.

In sintesi escono ogni anno 2.000 lavoratori, ne entrano 1.000, la differenza va presa altrove, esattamente 1.000. Abbiamo realizzato che i 1.000 immigrati che entrano a Ferrara sono lavoratori.

3- Quali sono le cause?

Tutti si devono interrogare, dalle femministe alla Chiesa ferrarese, dai politici alle istituzioni.

Non hanno capito, hanno subito fatalisticamente, invece di contrastare o almeno mitigare il declino della “razza ferrarese”. Le femministe e tutto il mondo politico della cosiddetta sinistra ha promosso l'emancipazione femminile senza pensare alla maternità e al vuoto che si creava nella natalità.

La Chiesa si è estraniata dal mondo delle giovani coppie e soprattutto delle donne, arroccandosi in una difesa per altro formale del matrimonio come istituzione, ripetendo sui temi della sessualità e delle coppie di fatto stereotipi per altro poco convinti. La crisi del matrimonio come istituzione, e in particolare del matrimonio religioso, sono sotto gli occhi di tutti.

5- Conclusioni.

Le cifre riportate vengono dai dati ISTAT che tutti possono controllare cliccando su demografia Comune Ferrara.Sulla Provincia i risultati sono analoghi.

La mie osservazioni sono necessariamente approssimative e si prestato a numerose critiche. Aspetto analisi più raffinate.

All’arcivescovo di Ferrara credo di aver dimostrato che don Domenico Bedin ha ragione.

Quasi come un teorema ho dimostrato che i 1.000 immigrati in più ogni anno sono necessari; se due più due fa quattro non ha senso dire che la Chiesa ferrarese non sia d'accordo. Non si capisce su cosa non possa essere d'accordo.

Il quadro delineato dimostra che l'immigrazione è una risorsa. Piuttosto il fenomeno va governato socialmente e religiosamente.

Di questo si dovrebbe occupare quindi la Chiesa ferrarese in una società multietnica in cui gli immigrati sono più credenti degli indigeni e aspettano di incontrare non solo ospitalità, lavoro, ma anche una chiesa amorosamente accogliente.

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