Anatocismo da 28 istituti ferraresi
L’indagine di Adusbef: risultati sconcertanti, aggirata la legge, controlli a tappeto
Tutte le banche hanno il divieto di praticare l’anatocismo dal 1 gennaio 2014, per legge, ma in provincia di Ferrara nessun istituto applica questa nuova regola. Anzi da una analisi fatta dall’associazione Adusbef, i risultati «sono assolutamente sconcertanti», poichè l’associazione consumatori ha rilevato che «nessun istituto a Ferrara e provincia ha recepito quanto stabilito dalla legge». La nuova norma prevede, infatti, un divieto di capitalizzazione periodica degli interessi (questo l’anatocismo), «ed è una norma che le banche hanno faticato ad accettare - spiega una nota Adusbef -, tanto che il Tribunale di Milano si è recentemente pronunciato per ben due volte - da qui i pronunciamenti che fanno giurisprudenza - per impedire alle banche qualsiasi pratica anatocistica».
Per verificare l’applicazione della legge, Adusbef Ferrara ha monitorato con una indagine il comportamento delle banche presenti in città e provincia. Sono stati analizzati - spiega la nota - fogli informativi di 29 istituti bancari: per ogni istituto sono state analizzate diverse categorie di prodotti, sia per gli utenti "consumatori", sia per gli utenti "imprese".
E complessivamente sono state analizzate le condizioni praticate per 77 "prodotti bancari". I risultati dell'analisi - spiega la nota -«sono assolutamente sconcertanti», spiega tranciante Adusbef. «In 28 casi gli istituti bancari operativi a Ferrara continuano ad applicare la capitalizzazione trimestrale degli interessi, come era legittimo prima della nuova norma, mentre una sola banca ha previsto la capitalizzazione annuale degli interessi». E non si tratta di un semplice ritardo "burocratico" nell'aggiornare comunicazioni alla clientela. Ma quanto costa in più il ricalcolo degli interessi? Con una simuluazione, considerando un correntista con fido di conto corrente di 10.000 euro, dai calcoli eseguiti, se la legge venisse correttamente applicata, il nostro correntista tra il 1 dicembre 2014 ed il 31 marzo 2015 avrebbe corrisposto alla banca interessi superiori di euro 64,66 a quanto dovuto per legge. «Una differenza importante - spiega la nota - visto che è quasi una mensilità del "bonus Renzi" di 80 euro, ed è stato illegittimamente incamerato dalle banche». Senza contare - aggiunge - che l'effetto anatocistico ha una evoluzione esponenziale: a tassi invariati, a fine 2015, l'effetto della capitalizzazione trimestrale degli interessi porterebbe il maggior onere per il nostro correntista ad euro 185,16 (due "bonus Renzi"). Nel presentare i risultati della ricerca, l'avvocato Lorenzo Buldrini, delegato Adusbef Ferrara, precisa che si tratta di una prima limitata verifica delle condizioni praticate dalle banche a Ferrara, e che «si sta mettendo a punto un progetto per costituire un osservatorio permanente, con l'obiettivo di individuare e denunciare ogni comportamento anomalo praticato dalle banche sul territorio ferrarese». «Le ordinanze di Milano - conclude Buldrini - uno dei Tribunali più ascoltati e seguiti per quanto riguarda le questioni economico-finanziarie, ci incoraggiano a proporre anche a Ferrara la tutela dei correntisti nei confronti di questo ennesimo abuso delle banche, che invitiamo tutti a denunciare senza alcuna esitazione, rendendoci disponibili ad una verifica delle condizioni effettivamente applicate sui conti correnti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
