Nomina contestata, cade l’accusa
Caso Paltrinieri, archiviata l’indagine penale per abuso d’ufficio contro l’ex presidente della Provincia Marcella Zappaterra
La nomina di Manuela Paltrinieri a capo di Gabinetto della Provincia non ha costituito un illecito penale. Lo ha stabilito il Tribunale di Ferrara, nel decreto depositato il 14 aprile con cui il giudice per le indagini preliminari Silvia Marini ha archiviato - su richiesta della stessa procura - l'accusa di abuso di ufficio all'ex presidente della Provincia Marcella Zappaterra, ora consigliere regionale Pd.
L'indagine penale era stata aperta d'ufficio da via Mentessi nella primavera del 2014, all'indomani della sentenza di primo grado con cui la Corte dei Conti dell'Emilia Romagna aveva condannato per danno erariale, oltre a Zappaterra, anche gli assessori firmatari della delibera e due funzionari, ora in pensione. Era stato lo stesso procuratore capo Bruno Cherchi ad acquisire gli atti e ad aprire un fascicolo a carico della sola Zappaterra per abuso d’ufficio, per aver nominato Paltrinieri capo di gabinetto.
Solo nel dicembre dell’anno scorso l’ex presidente della Provincia aveva saputo di essere oggetto di un’indagine penale, ricevendo un invito a comparire dalla procura. Risale al 18 marzo scorso la richiesta di archiviazione da parte della procura, e a due settimane fa il decreto di archiviazione del gip. «Abbiamo apprezzato – ha commentato ieri Marcella Zappaterra accanto al suo avvocato, Fabio Anselmo – la riservatezza e la serietà con cui si è mossa la magistratura. Nulla è trapelato in questi mesi a proposito dell’indagine penale, conclusa con un nulla di fatto, ma che avrebbe potuto avere ripercussioni negative sulle elezioni regionali di novembre».
I giudici contabili avevano quantificato in 93mila euro lo spreco di denaro pubblico provocato con la nomina di Paltrinieri, ripartendo così il risarcimento a carico degli imputati: 17.700 euro per la presidente, 11.800 a ciascuno degli assessori, 3.350 euro alla dirigente risorse umane e 950 per il segretario generale.
Contro questa sentenza la difesa aveva già presentato ricorso ma ora, in attesa dell’Appello, si è chiuso il procedimento penale con un decreto di archiviazione che entra nel merito dei contenuti della condanna della Corte dei Conti. E che, si augurano Zappaterra e Anselmo, rappresenta un punto di forza in vista del ricorso.
In particolare, il gip scrive che «la delibera della Giunta provinciale è stata adottata seguendo il regolare iter amministrativo, assunti i pareri di legge» e che dunque non c’è stato dolo nella nomina di Paltrinieri a capo di gabinetto della Provincia. In più ammette che il Testo Unico sugli Enti Locali (articolo 90) «appare suscettibile di diverse interpretazioni» riguardo ad altri due punti censurati dai giudici contabili: l’inquadramento professionale di Paltrinieri in un ruolo dirigenziale pur in assenza di laurea; l’indennità ad personam percepita da Paltrinieri dal momento della nomina, il 6 luglio 2009, fino alle dimissioni rassegnate il 22 marzo 2013 all’esplodere della polemica in seguito all’esposto alla Corte dei Conti presentato dal grillino Storari.
Sul primo punto il gip ammette che «sussiste un’obiettiva difficoltà interpretativa della norma», in quanto. «la necessità del possesso della laurea è ritenuto non necessario dalla stessa giurisprudenza amministrativa in caso di esperienze professionali specifich , che, nel caso in specie, la Paltrinieri aveva maturato nei suoi precedenti incarichi politici e istituzionali».
Per quel che riguarda l’indennità ad personam, fatta salva ancora l’ambiguità del Tuel, il giudice ferrarese ammette la «possibilità di sostituzione con un unico emolumento onnicomprensivo; nel caso di specie nella delibera della Giunta Provinciale si motiva sulla scelta dell’emolumento onnicomprensivo e sui criteri di attribuzione».(a.m.)
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