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«Soldi del governo per tutelare i piccoli azionisti»

La costituzione di un «fondo per la tutela dei piccoli azionisti» degli istituti di credito: è questa la richiesta contenuta nella nuova versione dell’interpellanza parlamentare sulla vicenda Carife,...

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La costituzione di un «fondo per la tutela dei piccoli azionisti» degli istituti di credito: è questa la richiesta contenuta nella nuova versione dell’interpellanza parlamentare sulla vicenda Carife, che in queste ore viene riscritta per ottenere poi una risposta da parte del governo già la prossima settimana. «Abbiamo fatto fatica a farci accettare l’interrogazione da parte degli uffici - spiega Sandro Bratti, firmatario assieme all’altra deputata ferrarese, Paola Boldrini - perché si sottolinea il fatto che il governo non ha poteri in materia, una volta nominati i commissari. Abbiamo quindi dovuto riformulare il testo per poter conoscere comunque la posizione del ministero». Ecco quindi spuntare l’invito alla tutela diretta dei risparmiatori, che dev’essere forzatamente a 360º e non rivolto in specifico ai soci Carife, ma che trova la sua giustificazione nel moltiplicarsi dei dissesti bancari, con una quota considerevole del risparmio privato messo in gioco. Non è il caso, però, di farsi troppe illusioni: non risultano esserci piani governativi per stanziare soldi a questo scopo, nè è stata precedentemente sondata a fondo la disponibilità del ministero delle Finanze a procedere in questa direzione.

La nuova formulazione dell’interrogazione dovrebbe comunque renderne più fluido l’iter, con la pubblicazione ufficiale già nella giornata di oggi. L’idea è di chiedere una risposta urgente in Commissione finanze della Camera, probabilmente giovedì prossimo, da parte quasi certamente del sottosegretario Paolo Baretta.

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