La pacifica protesta della Consulta
Dalle 18 davanti al municipio: sull’ospedale nessuno ci può prendere in giro
COMACCHIO. Lo avevano preannunciato nei giorni scorsi e puntualmente ieri sera, intorno alle 18, una rappresentanza della Consulta Popolare per il San Camillo ha dato vita ad un sit-in davanti alle finestre del Municipio, in attesa della seduta del Consiglio Comunale. «Non vogliamo fare forzature – ha spiegato la portavoce della Consulta, Rosa Luciani - ma ci teniamo a spronare l’amministrazione ad essere più attenta rispetto all’apertura del punto di primo intervento, dopo che l’Asl ha fatto retromarcia sulle date». Secondo la Consulta non si sarebbe trattato di un refuso quello contenuto in una nota interna che fissava l’apertura del punto di primo soccorso al 15 giugno, anziché al primo giugno, come invece previsto e deliberato dalla conferenza territoriale sanitaria del 26 giugno 2013. «Non è una manifestazione, ci tengo a ribadirlo – ha aggiunto Rosa Luciani - ma una presenza pacifica per ricordare alla giunta e al consiglio comunale le nostra lotta decennale per garantire la piena efficienza del nostro ospedale, un servizio fondamentale non solo per i residenti, ma anche per i turisti». In più occasioni lo stesso Manrico Mezzogori, presidente della Consulta, ha invocato un interessamento costante, al di là delle campagne elettorali, da parte di tutti gli schieramenti politici locali intorno agli oltre 14 milioni di euro di denaro pubblico investiti per la ristrutturazione dell’ospedale San Camillo, inaugurato nel febbraio 2010 e accreditato nel 2012. «Per far funzionare tutte le cose che l’amministrazione ha in cantiere – ha concluso la portavoce della Consulta -, chiediamo che tra tutti gli impegni venga assegnato il primo posto al mantenimento di un servizio sanitario nel nostro paese e che lo si faccia capire anche al nuovo presidente della regione Stefano Bonaccini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
