«Sagre, il bollino di qualità è la gente che lo stabilisce»
«Un bollino di qualità alle sagre che valorizzano il territorio e limitare le altre che non lo fanno. Mettendo regole a queste associazioni che sono le più disparate e non solo pro Loco si va contro...
«Un bollino di qualità alle sagre che valorizzano il territorio e limitare le altre che non lo fanno. Mettendo regole a queste associazioni che sono le più disparate e non solo pro Loco si va contro la norma costituzionale che è la libertà d’impresa. Per quale motivo si vogliono mettere regoli generali per qualsiasi iniziativa? È il pubblico che stabilisce il bollino di qualità per una sagra decidendo di frequentarla o meno». Dura la risposta di Loris Cattabriga, presidente dell’associazione sagre e dintorni all’indomani dell’accordo sottoscritto da Ascom, Fipe e l'Unpli provinciale (l'associazione raccoglie 32 Pro Loco ) su "Ambiente, sagre e territorio" ovvero una collaborazione per la valorizzazione del territorio attraverso le sagre autentiche e di qualità.
«Agli incontri di Ascom vengo invitato solamente quando si discute di regole al fine di creare ulteriori problemi al volontariato delle sagre dove si accusano le sagre di scarse regole igienico-sanitarie e altro. Mi chiedo se questi signori le frequentano le sagre. Si facciano un giro e poi si renderanno conto meglio della situazione». Cattabriga poi specifica la questione riguardante le Pro Loco. «Nel loro statuto c’è scritto che devono promuovere il territorio. Noi abbiamo sagre aderenti all’associazione dove gli organizzatori sono le Pro Loco, ad esempio quelle di Madonna Boschi, di Diamantina, solo per citare qualche esempio mentre altre sono promosse da associazioni sportive, organizzate e altre da varie associazioni. In questo caso per statuto non c’è l’obbligo di promuovere il territorio e gli statuti sono completamenti diversi l’uno dall’altro. La miglior certificazione è costituita dal senso di responsabilità del produttore. Le sagre, indipendentemente da chi le organizza sono sempre state le prime ad utilizzare prodotti a km 0. Ci tengo a ribadire che la collaborazione con le Pro Loco presenti sul territorio non è mai mancato e spesso accade dove non è presente la Pro Loco, specie nei paesi più piccoli che sono le sagre tramite le associazioni che le organizzano a promuovere il territorio».
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