Negri: la carità dev'essere intelligente
Il vescovo dopo le uscite di don Bedin: solo don Valenti è autorizzato a parlare di queste cose. Primo Maggio: lavoratori vittime di congiure internazionali
FERRARA
"Se la carità non è intelligente non è carità, così come se l'intellingenza non culmina nella carità non è intelligenza". Non fa mai menzione a don Bedin, il vescovo Luigi Negri nella sua omelia dell'1 maggio, ma il riferimento agli interventi del 'prete di frontiera' che ha proposto di accogliere mille immigrati ringraziando poi il suo vescovo di sopportalo, è evidente. Anche perché Negri ha ringraziato solo don Paolo Valenti, "per il grande lavoro che in decenni ha profuso affinché la nostra diocesi fosse una diocesi d'intelligente carità e don Paolo ha saputo sintetizzare mirabilmente questi due aspetti. Colgo l'occasione di ricordare - ha detto anche il vescovo - oltre che a lui che lo sa già bene, a tutti che con Paolo è l'unico presbitero della nostra diocesi, dopo l'Arcivescovo e il Vicario generale, che è autorizzato a rappresentare la posizione e le opinioni della Chiesa di Ferrara-Comacchio sulle questioni relative alla caità e a quant'altro ad essa connesso".
Per quanto riguarda la festa dei lavoratori, Negri ha ricordato "con molta compassione e con tanto dolore, gli uomini che nell'esercizio delle loro attività lavorative sono morti, e non possiamo non evocare la seria condanna per quanto molte volte è accaduto e accade a causa di una non adeguata responsabilità nei confronti delle esigenze dei diritti minimi di sicurezza sul lavoro. Non possiamo non ricordare - ha insistito il vescovo - anche quella schiera numerosissima di lavoratori che sono morti, anche a distanza di anni, per le conseguenze di ripetute esposizioni tossiche, in un ambiente di lavoro vissuto senza alcuna difesa da chi aveva la responsabilità di farlo per il bene loro e dell'ambiente. Questo immenso popolo, vittima oscure congiure internazionali, è il popolo di colo che sul lavoro sono morti per negligenze colpevoli e mai adeguatamente punite, ma è anche il popolo che ha subìto e subisce le conseguenze fisiche, psicologiche e ambientali di scelte meramente affaristiche".
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