A Campotto la stele sui lavori di una volta
CAMPOTTO. «Ho lavorato in autonomia, non ho avuto pressioni e quindi ho fatto quello che mi pareva». È la precisazione, peraltro molto importante e sentita soprattutto da chi è considerato e si...
CAMPOTTO. «Ho lavorato in autonomia, non ho avuto pressioni e quindi ho fatto quello che mi pareva».
È la precisazione, peraltro molto importante e sentita soprattutto da chi è considerato e si considera un artista - che ha voluto fare Tiziano Bolognesi nel giorno dell'inaugurazione della sua opera montata al centro della rotonda di via Cardinala a Campotto.
Una stele che rappresenta un albero ben radicato nella terra dove sono appoggiate le figure storiche di questa zona, lavori entrati nella storia, come il vallarolo, gli scariolanti, le mondine, la fauna, la valle. È stato senza dubbio un momento molto toccante per tutti. «Ho raffigurato il mondo del lavoro - ha detto il maestro Bolognesi in Piazza Marconi durante la festa del Primo Maggio -. Un mondo oggi esautorato dalla meccanizzazione». Alla cerimonia d'inaugurazione, oltre al sindaco di Argneta, Antonio Fiorentini e ai colleghi di Bolognesi appartenenti al Centro Artistico Argentano, c'era anche il presidente di Soelia Piero Buzzi e il direttore del Consorzio della Bonifica Renana, Gabriele Rosa il quale, questo ultimo, non ha nascosto le difficoltà burocratiche incontrate per poter potare a termine questo monumento. Si tratta comunque di una statua che significa tanto per Campotto e che sarà senza dubbio ricordata anche nelle scuole per insegnare agli alunni le fatiche dei lavori di un tempo.
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