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Schianto in moto nella curva maledetta

Schianto in moto nella curva maledetta

La grigliata tra amici, poi l’incidente a S. Carlo mentre rincasava: Enrico Asnicar ha perso il controllo della Yamaha 600

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Doveva essere un giorno di festa, la grigliata tra amici, i tanti che aveva «Esni», Enrico Asnicar, 26 anni di San Martino di Ferrara: tutti insieme, in compagnia a Sant’Agostino. Poi il ritorno a casa verso Ferrara, spezzato dall’incidente in moto in cui ha perso la vita, che ha trasformato il pomeriggio di festa in tragedia. Alle porte di San Carlo, sulla strada provinciale, dopo aver lasciato Sant’Agostino, Enrico ha perso il controllo della Yamaha R 600 su cui viaggiava, nella curva pericolosa già teatro di tanti altri incidenti al confine tra San Carlo e Sant'Agostino, da tutti conosciuta come "Curva Matteuzzi", e soprattutto perchè macchiata di diverse gravi incidenti in questi anni: lo schianto è stato violentissimo contro il guard-rail della corsia della marcia opposta, e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Subito sul posto - l'incidente è avvenuto verso le 18.30 - si sono portati i sanitari del 118 in ambulanza e poi con l’elisoccorso, che non hanno potuto che constatare il decesso del giovane motociclista.

Sul posto anche i carabinieri di Sant’Agostino che hanno svolto i primi accertamenti e rilevato sul luogo dello schianto i tanti pezzi della moto, sparsi in diversi punti lungo il ciglio della strada (a testimoniare la violenza dell’impatto), mentre il mezzo è rimbalzato nella parte opposta del guard-rail e il corpo del giovane è rimasto nei pressi del guard-rail. Lo schianto è stato avvertito subito dagli abitanti della zona che hanno subito allertato i soccorritori, che hanno tentato il possibile, inutilmente, per salvare il ragazzo. Sul posto oltre carabinieri e sanitari, per supportare le operazioni della chiusura della strada anche gli addetti della Protezione civile di Sant'Agostino.

«Esni», o Enry, i soprannomi con cui lo conoscevano in tanti a Ferrara e non solo, viveva a San Martino con la famiglia, i genitori e la sorella, e da anni lavorava come disegnatore tecnico in diverse aziende, ora nel Bolognese. Aveva studiato all’Itis Copernico della città e la sua passione per la moto e il motocross era conosciuta a tanti. Dopo la tragedia in cui è rimasto vittima, però si è riproposto il problema della sicurezza in quel tratto della strada Provinciale, rinnovato dagli abitanti della zona, sulla curva pericolosa, e forse non segnalata a dovere. Tanti gli incidenti, gravi e meno gravi, e risulta difficile contare gli incidenti verificati in quel punto, nel corso di questi anni. Ad esempio, diversi cittadini sul luogo dell'incidente, oltre la prudenza e i limiti di velocità che ognuno deve scrupolosamente rispettare, chiedevano di migliorare la sicurezza del tratto di strada,istallando guard-rail di ultima generazione e anche segnaletiche luminose che identifichino meglio la curva.

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