Il voto “disgiunto” dei bondenesi
Nello stesso giorno vinse il Pd alle europee e il leghista alle comunali. Ma Bergamini vale Alan? E Sgarbi vale Matteo?
BONDENO. Quanto è realmente forte la candidatura di Fabio Bergamini? Sarà un bravo sindaco o è una copia sbiadita di Alan Fabbri? L’esito delle elezioni comunali di Bondeno dipende - non in modo esclusivo, ma certo rilevante - dalla risposta che gli elettori daranno a questa domanda. La coalizione che sostiene il leghista Bergamini sulla carta è destinata alla vittoria. Appena un anno fa le liste a sostegno di Alan Fabbri sfiorarono il 64%, come si vede dalla tabella qui a fianco, mentre il Pd e la civica Io voto per Bondeno che sostenevano Giovanni Nardini si fermarono al 34,6%. Trenta punti di differenza sono un baratro quasi impossibile da scavalcare.
Ma lo stesso giorno - il 25 maggio 2014 - si votò anche per le Europee e i bondenesi consegnarono al Pd il 44,9%. Alle politiche del 2013 il Pd a Bondeno aveva preso il 37%: un anno dopo sull’onda dell’effetto Renzi il Pd aveva guadagnato quasi l’8%. Le elezioni di un anno a Bondeno dimostrano platealmente quanto sia diventato importante il leader politico, il candidato sindaco, l’appeal personale per spostare il voto dei cittadini.
È per questo che gli occhi, quelli degli avversari e quelli degli alleati, sono puntati su Bergamini. Per evitare possibili sorprese e assicurare la continuità Alan Fabbri si è piazzato capolista della Lega Nord: l’ha fatto per Bergamini, ma anche per sè. Mica può permettersi sconfitte o mezze vittorie l’attuale leader della Lega regionale.
Sgarbi. Il primo obiettivo del candidato di casa Pd è il ballottaggio. Col 31,3% (di cui il 28% di matrice Pd) delle comunali 2014 se lo sogna. Per sperare deve andare vicino al 44% delle europee. Massimo Sgarbi ha i numeri per eguagliare l’effetto Renzi? È l’altra domanda che attende una risposta da parte degli elettori di Bondeno. Come un anno fa può contare solo su un alleato aggiuntivo, la civica Noi per Voi.
Bergamini. Il candidato leghista dispone di una coalizione identica a quella del 2014 che veleggiò ben oltre il 60%. A fare la differenza è stata la lista civico-politica E Avanti con il 27%. Il centrodestra classicamente inteso alle comunali del 2014 prese infatti il 35%: Lega 13,5, Forza Italia 10,8, Unione di Centro 10,6, Fratelli d’Italia 1,6. Un 35% che è l’equivalente di quanto Lega, Forza Italia e Fdi-An hanno ottenuto alle europee: un 34,6% che proviene quasi interamente da Lega (15.9%) e Fi (15,7%). Fabio Bergamini, considerato il divario, può permettersi di perdere anche qualche consenso per strada, ma non di finire sotto il 50% e andare al ballottaggio.
L’incognita Pancaldi. Si chiama Civica per Bondeno la lista del candidato sindaco Luca Pancaldi, l’ex esponente di Forza Italia e già vice di Fabbri, che ha rotto il fronte del centrodestra con l’intento di costringere al ballottaggio Bergamini e di aprire un’eventuale trattativa. L’elettorato, come dimostrano gli spostamenti che avvengono addirittura nella stessa giornata, è assai mobile a Bondeno e Pancaldi spera di intercettare l’andirivieni.
Spariti dalla scena. Di tre liste e altrettanti candidati a sindaco di un anno fa non è rimasta traccia. Bondeno in Movimento (Gino Alberghini), Gruppo Proposta (Fabiano Campi) e Sinistra per il lavoro (Emanuele Vassalli) non si sono ripresentati. Insieme raggranellarono il 5% e zero consiglieri. Un raffronto con il dato delle europee è proponibile solo per Sinistra per il lavoro che aveva il suo corrispettivo in L’Altra Europa per Tsipras che ottenne l’1,8%.
L’altra incognita. I Cinquestelle non si sono presentati. Alle europee M5S sfiorò il 15% con oltre 1300 voti. Un bel bottino da conquistare in vista del 31 maggio. Un anno fa, alle comunali, una quota di quei consensi si trasferì su Fabbri. Poco o nulla toccò al Pd di Nardini.
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