Increduli e sotto choc per Pino e la Carmen
I vicini di casa del ‘Villaggio’: una famiglia unita, i figli spesso accanto ai genitori, Giuseppe diceva che non poteva permettersi di assumere una badante
CENTO. «Pino? La Carmen? Ma è sicuro?», chiede incredulo il vicino. Abita nella stessa palazzina di Giuseppe Parmiani, l’ottantunenne che sabato sera ha ucciso la moglie nella casa di via Borselli, al piano rialzato, e ha notato sotto casa le ambulanze e le auto dei carabinieri. «Pensavamo che la signora si fosse sentita male - raccontano i vicini - spesso in passato sono stati chiamati i soccorsi, Carmen era ammalata in modo grave da tanto tempo. Negli ultimi tempi non mangiava più. E “Pino” quando lo diceva qualche volta piangeva».
La notizia ha suscitato una forte impressione, un vero choc in molte case del quartiere. Tutti al “Villaggio” sapevano che Carmen Tassinari era inferma, che i problemi di salute l’avevano resa progressivamente invalida, che quella condizione la rendeva dipendente tutto il giorno dal marito e dai figli.
«Una volta - ricorda una signora - abbiamo chiesto a Giuseppe perché non prendeva una badante che avrebbe potuto alleviare la pressione, ma lui rispondeva: “Io non me la posso permettere”».
Del dramma dei familiari che assistono un parente invalido o gravemente ammalato spesso si arriva a parlare solo dopo la notizia di cronaca. Le storie possono variare e distinguersi per tanti particolari. C’è chi punta il dito contro il sistema pubblico: «È chiaro che se la società invecchia e le persone si ammalano ci sarà sempre più bisogno di risorse a sostegno di chi soffre, non di tagli». Ma chiunque al “Villaggio” conferma che Carmen Tassinari era seguita e assistita con tutti i crismi dal marito e dai figli. Stefano, che gestisce una pizzeria a Crevalcore (Bo), «viene qui tutti i giorni. La portava in giro con la carrozzina. Il marito le era sempre vicino. Un lavoratore, una vita da operaio, aveva faticato fino alla pensione. Ma alla sua Carmen voleva bene, non la lasciava mai, soprattutto negli ultimi due-tre anni quando la moglie si era ulteriormente aggravata». Una situazione pesante, che un’altra vicina definisce «potenzialmente insostenibile se quel bisogno di cure e la sofferenza di una persona cara che non riesci ad alleviare dura a lungo, magari molti anni».
Tre i figli, Stefano, Loretta che vive fuori Cento ed Edgardo, il camionista. «Qualche mese fa - dice Claudio - Carmen e Pino avevano subìto un furto in casa e per un periodo di tempo i si erano trasferiti da un parente. Giuseppe? È una persona riservata, una brava persona».
Chiara, che conosce bene la famiglia Parmiani-Tassinari, osserva che «questa mattina ci siamo ritrovati al parco con alcuni conoscenti che amano i cani. Mancava Stefano (uno dei figli di Giuseppe e Carmen, ndr), anche lui ha dei cani, e ci siamo chiesti perché. Mai avremmo potuto immaginare il motivo...». Sandra li conosce «da 50 anni. Andavamo insieme a San Giuliano a Mare, in Romagna. Gente bravissima, corretta, educata. Una famiglia unita, con i figli vicini ai genitori, anche nei momenti difficili».
Cesira esce dalla casa dei Parmiani con gli occhi rossi. Ha appena salutato Loretta e gli altri familiari nella casa di via Borselli. «Povera Carmen - commenta facendosi largo tra i cronisti - da qualche tempo praticamente non si muoveva più, soffriva tanto. Giuseppe in tutti questi anni ha fatto molto per lei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
