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Inchiesta "spese pazze": chiesto il processo per 16 ex consiglieri Pd

Inchiesta "spese pazze": chiesto il processo per 16 ex consiglieri Pd

I pm bolognesi chiedono il rinvio a giudizio anche per Roberto Montanari, due posizioni in archivio Il politico ferrarese: «Giusto approfondire, sarà dimostrata la mia onestà». E Vitellio lo difende

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FERRARA - Una prima scrematura da parte dei pubblici ministeri bolognesi titolari dell’inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari in Regione, c’è stata. A uscire dall’inchiesta con la richiesta di archiviazione sono stati solo due consiglieri Pd, Antonio Mumolo, unico in carica, e Paola Marani, che secondo i pm hanno giustificato in maniera convincente le spese istituzionali effettuate tra il giugno 2010 e il dicembre 2011: si tratta di 6mila e 3mila euro, di fatto gli importi più bassi tra quelli contestati. Gli altri sedici Pd già raggiunti dagli avvisi di fine indagine, compreso il ferrarese Roberto Montanari, dovranno passare al vaglio del gip, poichè i pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari hanno chiesto il rinvio a giudizio per peculato.

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Per Montanari, che aveva chiesto e ottenuto l’interrogatorio in Procura al termine del quale il suo avvocato aveva invocato l’archiviazione, si tratterà di giustificare spese per 24.437 euro, così suddivisi: trasporti 12.844 euro (rimborsi chilometrici 8.246, treno 1.846, aereo 267, taxi 337, parcheggi 226, altro 1.920); ristoranti 4.807 euro; hotel 2.642; bar 140; giornali 2.958; libro 278; altre spese 765. L’ex consigliere regionale si è detto tranquillo, dopo aver saputo della richiesta di rinvio a giudizio, e ha rilasciato una breve dichiarazione: «Giusto guardarci bene, anche perché ci possono persino essere questioni di carattere costituzionale da approfondire (il riferimento è al conflitto tra Regione e Corte dei conti, ndr). Io ho molta fiducia nei confronti dei magistrati, identico a quello che ho per me e per il mio difensore, avvocato Giuseppe Giampaolo. Sono certo che alla fine di tutto verrà dimostrato che ho lavorato con onestà».

Quasi rabbiosa la reazione del deputato Matteo Richetti («la mia situazione, dove non esistono spese anomale o riguardanti tipologie non consentite, viene messa nel calderone generale»), amara quella dell’ex capogruppo Anna Pariani («grande l’amarezza e la sensazione di essere stata coinvolta in una vicenda che non aveva certo me come obiettivo...»). Il governatore Stefano Bonaccini, uscito dall’inchiesta prima delle elezioni, si è augurato che i magistrati «facciano il loro lavoro nel più breve tempo possibile». A Montanari non è mancata la parola di sostegno di Luigi Vitellio, segretario provinciale Pd: «Ho la massima fiducia nella magistratura. Conoscendo le persone di cui si chiede il rinvio a giudizio - ha detto riferendosi in particolare all’ex consigliere ferrarese - sono certo che sapranno dimostrare la liceità dei loro comportamenti. È anche per questo che auspico che la giustizia sia veloce».

Nelle settimane scorse i magistrati avevano chiesto il rinvio a giudizio per la maggioranza degli altri gruppi; per gli ex Pdl (11 indagati tra i quali Mauro Malaguti) si dovrebbe procedere nel giro di una settimana. (s.c.)

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