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Almeno in trecentoventi ieri mattina hanno partecipato al flash-mob convocato sul Listone

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Almeno in trecentoventi ieri mattina hanno partecipato al flash-mob convocato sul Listone per protestare contro il disegno di legge 'La buona scuola' presentato dal Governo Renzi, nel giorno dello sciopero generale e delle manifestazioni in diverse città d'Italia.

Chi non è andato via coi pullman ha insomma avuto la possibilità di esprimere anche a Ferrara il proprio dissenso nei confronti di una riforma che viene presa di mira soprattutto per i nuovi e maggiori poteri che conferisce ai dirigenti scolastici. Proprio con questo aspetto se la prende Antonino, docente alla primaria di Lagosanto: «i dirigenti saranno dotati di superpoteri e avranno la possibilità di chiamare direttamente gli insegnanti. E non riusciamo a capire cosa siano questi nuovi albi territoriali».

Vicinissima a lui, una collega spiegava di non essere lì «per problemi nostri, di categoria, ma insieme a tanti genitori che si sono sentiti presi in giro da un falso ascolto, che in realtà non c'è stato». «Ci daranno degli squadristi» allargava le braccia un'altra manifestante, riferendosi alla recente contestazione subita alla Festa dell'Unità bolognese dal Ministro Giannini, che aveva reagito definendo con quel nome i manifestanti. Né megafoni né microfoni in piazza Trento Trieste: i manifestanti erano “armati” solo di palloncini colorati e fischietti usati a pieni polmoni. Nessun simbolo sindacale, nonostante sia la prima manifestazione unitaria del settore dopo anni, e men che meno di partito. Giusto un paio di persone avevano preparato uno striscione ('No alla scuola diffeRENZIata' lo slogan impresso). Tra i manifestanti spiccava la presenza di numerosi bambini, accompagnati dai rispettivi genitori (soprattutto madri) in un giorno in cui moltissime lezioni sono state sospese. Il tutto è durato pochi minuti. I manifestanti hanno dovuto impegnarsi un po' per formare una “catena umana” in grado di circondare per intero il Listone, obiettivo in gran parte raggiunto. Poi, alla fine dell'iniziativa, si sono accalcati sotto le finestre di Palazzo San Crispino (sede della libreria Ibs) a beneficio dei fotografi. E lì, in conclusione, è stato scandito l'unico slogan dell'evento, il classico «scuo-la pub-bli-ca, scuo-la pub-bli-ca».

Gabriele Rasconi

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