Il salone del Restauro torna a brillare in fiera
Molto interesse anche quest’anno per la ricostruzione post sisma Il presidente della regione: stiamo ripartendo, c’è tanto ancora da fare
I capolavori tornano a brillare, i tecnici del recupero a svelare i propri segreti e le aziende del settore a mostrare le ultime tecnologie. E’ di nuovo Restauro, il salone che ha aperto i suoi battenti ieri mattina a Ferrara Fiere per la sua ventiduesima edizione. Anche quest’anno, come peraltro negli ultimi anni, l’accento cadrà in particolare sul terremoto del maggio 2012. Lo dimostra l’inaugurazione ufficiale e i discorsi delle autorità, che poggiano i piedi su un telone che richiama la topografia del territorio colpito dalle scosse.
«Stiamo ripartendo, tanto c’è da fare ma tanto è stato fatto. Giusto ieri ho firmato un provvedimento che semplifica una serie di processi burocratici previsti per la ricostruzione, tutto questo sempre tenendo alte le griglie di controllo per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose», dice il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che vista l’assenza dovuta a un contrattempo di Dario Franceschini (il ministro sarà in fiera sabato prossimo) è l’ospite di primo piano della cerimonia d’inaugurazione. Tutti celebrano l’importanza della manifestazione, slittata rispetto alla tradizione di un paio di mesi per poter godere del patrocinio di Expo Milano 2015. E a suo modo il Salone del Restauro è l’Expo ferrarese che riluce nel crocevia innovativo tra cultura, economia, turismo, architettura, ingegneria. «Questa non è una vetrina – spiega il vicesindaco Massimo Maisto – ma un luogo di scambio commerciale e soprattutto un momento di confronto. La cultura sempre di più può trainare un territorio che fatica a uscire dalla crisi, perché su questo versante qui siamo forti, riuscendo ad aggregare realtà nazionali e internazionali».
Il patron Carlo Amadori ricorda i 250 espositori selezionati e i 154 convegni in programma fino a sabato. Una conferma della capacità attrattiva di una manifestazione ormai consolidata. «Una città del Rinascimento come la nostra – osserva il presidente di Ferrara Fiere Filippo Parisini – può ospitare l’ennesima edizione di valore e lo farà anche in futuro. In un territorio che deve tornare a ruggire con uno spirito guerriero, un po’ troppo assorbito dalle nebbie». In precedenza il numero uno di Bologna Fiere, Duccio Campagnoli, aveva parlato di “un’eccellenza che è tra le più belle manifestazioni del nostro gruppo e a livello nazionale la più importante del settore”. Le collaborazioni, le unioni d’intenti sono numerose e fruttuose. L’Università è una veterana sotto questi padiglioni. «La nostra presenza si è sempre più intensificata in modo sensibile – sottolinea il rettore Pasquale Nappi -, a testimonianza di un sapere non più separato ed elitario ma aperto a stimoli dell’esterno. Questa è una palestra per il dipartimento di Architettura e anche per altre specialità». Non può mancare lo spazio dedicato al Mibact: «Ci concentriamo sulla riforma del ministero partita a dicembre, mettendo l’accento sulle nostre due anime: tutela e valorizzazione. Diamo visibilità all’attività imponente di alcune soprintendenze e alla ricostruzione dopo il terremoto», sostiene Sabina Magrini, la nuova responsabile del Segretariato regionale per i beni culturali, istituito recentemente. Il taglio del nastro del salone è l’occasione per Bonaccini per ribadire appunto l’impegno sul post sisma (“tranquilli, questa terra colpita fortemente quasi tre anni fa tornerà più forte, bella e ricca di prima”) e subito dopo i principi cardine della propria politica: «Nel bilancio approvato poco tempo fa – dice il presidente della giunta regionale – aumentiamo gli investimenti in cultura da 18 a 28 milioni e nel giro di cinque anni la promessa è che arriveremo a 50. Si tratta di una delle cinque filiere su cui puntare dopo la crisi, per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro: chi l’ha perso in questi anni dovrà avere l’imbarazzo di quale scegliere. La Regione – spiega ancora Bonaccini - può giocare un ruolo di promozione turistica formidabile e lo dico qui, a Ferrara, che su questo fronte tanto ha fatto: le mostre a Palazzo Diamanti ne sono un esempio straordinario».
Fabio Terminali
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