La rivoluzione agricola parte con la nuova Sbtf
L’ad Vecchioni porta la sede legale da Roma a Jolanda. L’ha deciso ieri il cda L’obiettivo: diventare il primo player nazionale e un leader del made in Italy
La Società Bonifiche Terreni Ferraresi, a dispetto del nome e dei luoghi dove ha prevalentemente operato, è nata in Inghilterra nel 1871 - in London la battezzarono Ferrarese Land Reclamation Company - e da tempo immemorabile ha casa a Roma. Avere la testa in un posto diverso da dove si muovono braccia e trattori era normale nel capitalismo di ieri, figurarsi oggi in piena mondializzazione dell’economia. Ma la nuova Sbtf, che è rinata un anno fa quando una composita cordata imprenditoriale ha rilevato le quote di maggioranza detenute dalla Banca d’Italia, ha deciso di mettere le radici proprio nei terreni ferraresi che contribuì a strappare alle acque.
Ieri il consiglio di amministrazione ha stabilito che la sede legale non è più Roma, ma Jolanda di Savoia. È un cambio di indirizzo che è figlio di un cambio di strategia legato a un progetto ambizioso affidato all’amministratore delegato Federico Vecchioni: fare di Bonifiche Ferraresi spa il primo player italiano del settore agro-alimentare e uno degli attori protagonisti del mercato europeo.
Il trasferimento da Roma a Jolanda arriva insieme ad altri positivi segnali; sempre ieri il cda ha approvato la prima trimestrale 2105 che registra un utile netto di 0,2 milioni (il risultato del primo trimestre 2014 era stato leggermente negativo); i ricavi registrano un aumento del 25% (2.8 milioni contro i 2,2 del 2014; l’indebitamento finanziario netto migliora di 2.8 milioni rispetto al dato di fine 2014.
Nel giro di cinque-sei anni l’assetto di Bonifiche Ferraresi sarà rivoluzionato. Le azioni di cambiamento e i processi innovativi riguardano tutti gli ambiti in cui tradizionalmente opera la società (riso, cereali) e interesseranno gran parte dei 5.500 ettari a disposizione: 3.750 a Jolanda e dintorni, 150 a Mirabello e 1500 in provincia di Arezzo. Per proporsi come leader e remunerare gli azionisti che hanno scommesso sul rilancio della storica società agricola, non basta migliorare le antiche pratiche. Si agirà anche sul fronte commerciale (Sbtf non venderà solo all’ingrosso), saranno introdotte nuove produzioni agricole e sarà avviata una nuova, importante attività zootecnica.
Carne 100% italiana. Da dove viene questa bistecca? Il consumatore e la consumatrice sempre più spesso sbirciano nell’etichetta per trovare una risposta rassicurante. Bonifiche Ferraresi intercetterà questa domanda di qualità e garanzia insita nel consumatore che guarda con fiducia al made in Italy con un allevamento di 8.000 capi bovini.
Terra e acque. Nella tenute ferraresi sono in corso opere irrigue che interessano alcune centinaia di ettari.
La mappatura. La georeferenziazione è una tecnica poco diffusa in Italia per l’analisi dei terreni a causa delle ridotte dimensioni delle aziende agricole che confliggono con le economie di scala. Bonifiche Ferraresi ha deciso che può e deve permetterselo l’utilizzo di questa tecnologia con cui saranno mappati entro il 2015 poco meno di 500 ettari. Sapere, dai carotaggi , come è esattamente composta la terra consente di risparmiare fino al 30% nell’uso dei concimi e di correttivi, il che dovrebbe far bene alla tasche degli investitoti e alla salubrità dell’ambiente meno infiltrato dalla chimica.
Meno ingrosso più Gdo. Il cambio di passo nella commercializzazione dei prodotti è già in atto. Saranno sempre meno le quote di produzione di cereali, riso e olive (gli uliveti sono in Toscana) cedute all’ingrosso. La strada degli accordi diretti è stata inaugurata con Barilla (grano duro) e procede con altre aziende molitorie. Bonifiche Ferraresi, oltre che con i produttori, intende stabilire rapporti diretti anche con la Grande distribuzione organizzata (Gdo); sarebbero in corso contatti con grosse catene commerciali come Conad e Esselunga. L’obiettivo è portare sugli scaffali dei supermercati dei prodotti a marchio Bonifiche Ferraresi; a debuttare dovrebbe essere il riso.
La perlatura. A proposito di riso, verrà realizzato un impianto per la perlatura e il confezionamento. L’investimento è coerente con la politica di marchio e con l’obiettivo di internalizzare alcune fasi produttive nella lavorazione di orzo, farro e naturalmente riso.
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